Ansia: news dal web dal 24 al 30 Maggio 2010

Disfunzione erettile
Tra le News selezionate relative in qualche modo ai disturbi d'ansia vi segnalo i seguenti articoli:

 

  • Disfunzione erettile, una malattia del corpo o della mente?
  • Malati di precarietà
  • Combattere l’ansia chiacchierando
  • Rapporto tra dipendenza da nicotina e aspettative per il futuro
  • Ansia e infarto

Disfunzione erettile, una malattia del corpo o della mente?

Dall’indagine “No more excuses. Le scuse degli uomini di fronte alle loro defaillance sessuali” condotta dall’ISPO su un campione di 600 uomini italiani e francesi tra i 30 e 70 anni con almeno un episodio di disfunzione erettile emerge che, in Italia come in Francia, gli uomini alla fine del primo decennio degli anni 2000, si dichiarano stressati e stanchi della vita lavorativa, preoccupati dallo scorrere del tempo e, per questo, timorosi di incappare in un episodio di defaillance sessuale. Parlando del problema infatti, oltre 6 uomini su 10 danno una spiegazione legata allo stress, per 4 su 10 la colpa è della stanchezza e quasi 1 su 2 sostiene che sia l’ansia da prestazione a frenare gli slanci amorosi.

Il fatto è che sono pochi gli uomini che riescono ad ammette che tra fumo, alimentazione sregolata e alcol c’è qualcos’altro che non va nel loro stile di vita. Si rischia infatti che queste “scuse” allontanino l’uomo che soffre di deficit dell’erezione dall’incontro con il medico. Non dimentichiamo che l’impotenza può essere il primo campanello d’allarme per altre patologie, quali le malattie cardiovascolari e il diabete.

Contro la Disfunzione Erettile scendono in campo tutte insieme le tre grandi società scientifiche italiane coinvolte nella promozione della salute maschile e del benessere sessuale della coppia: SIA (Società Italiana di Andrologia), SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualitù) e SIU (Società Italiana di Urologia), che con l'iniziativa "Basta Scuse" si alleano per promuovere l'informazione e anche la prevenzione, attraverso un'offerta itinerante di visite gratuite.  [Fonte 01][Fonte 02][Fonte 03]


 

Malati di precarietà

Secondo l’Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, oltre quattro milioni di italiani soffrono di disturbi psicologici. Le più colpite sono le donne.  Ai tre fattori di rischio “tipici” della medicina del lavoro: pericolo fisico, chimico e biologico si è aggiunta una quarta voce, il rischio psico-sociale.
Dal 2000 al 2008, conferma un rapporto di Osservasalute, il consumo di psicofarmaci è più che triplicato, ed è spinto soprattutto dai giovani. Il problema è doppio. Da una parte c’è la difficoltà di trovare lavoro. Dall’altra l’eccessivo carico che grava sugli occupati. Le conseguenze, però, le pagano anche le aziende. In Europa  lo stress è la seconda causa per assenze dal lavoro, per un costo totale di 20 miliardi annui.
I disturbi più frequenti sono gli attacchi di ansia e l’insicurezza cronica, conseguenze dirette della flessibilità esasperata. Attacchi di panico, claustrofobia, nausea e tachicardia sono all’ordine del giorno. Per risparmiare sui costi dello psicologo i ragazzi si sfogano sui forum online.  
Inoltre dall’ultimo sondaggio online condotto da Eurodap sull’emergenza precarietà  è emerso che «il 70% delle persone tra i 25 e i 55 anni ha dichiarato di trovare proprio sul posto di lavoro la maggiore fonte di stress. Di questi, il 60% teme i colleghi mentre il 40% si dice completamente assoggettato al capo per paura di essere licenziato». [Fonte]


 

Combattere l’ansia chiacchierando

In uno studio condotto in collaborazione tra Istc-CNr  e la Liverpool John Moores University e pubblicato sulla rivista Animal Behaviour si è dimostrato che le scimmie mettono in atto metodicamente strategie di riduzione dell’ansia in previsione di situazioni conflittuali. Nello specifico i “cebi dai cornetti”, un gruppo di scimmie sudamericane, mezz’ora prima dell’arrivo di ogni pasto iniziano a spulciarsi a vicenda (grooming).
Un comportamento che per molte scimmie ha una valenza sociale fondamentale nell’aumentare la tolleranza e diminuiva le aggressioni al momento della spartizione del cibo. In pratica, il grooming è, per le scimmie, quello che per l'uomo è il chiacchierare di argomenti futili per stemperare la preoccupazione relativa ad un evento stressante.  [Fonte 01] [Fonte 02]


 

Rapporto tra dipendenza da nicotina e aspettative per il futuro

Da un'indagine di Astra Ricerche nata con lo scopo di indagare il rapporto personale con il fumo, le motivazioni che spingono a fumare, quelle che potrebbero spingere a smettere o a non incominciare affatto e condotta su 4.372 giovani milanesi tra i 14 e i 19 anni emerge che “i liceali di oggi, per la prima volta, non credono più in un futuro migliore di quello dei loro genitori, con conseguenze negative anche sull'abitudine al fumo e all'alcol”. Dall'indagine è emerso che un giovane su tre si definisce ansioso (34,4%), il 39% è disorientato circa il proprio futuro e il 41,4% afferma che la società in cui vive favorisce le disuguaglianze sociali ed economiche. Un giovane su tre dichiara di fumare e, addirittura, uno su cinque si ritiene un fumatore regolare. [Fonte 01] [Fonte 02]


 

Ansia e infarto

Secondo il rapporto pubblicato sulla rivista “American heart Journal” dal centro medico dei veterani di guerra di St. Louis in Virginia chiunque, tra i 97.000 volontari studiati, soffrisse di un disturbo ansioso ha evidenziato probabilità più alte della media di soffrire di un infarto nei 7 anni successivi alla diagnosi del disturbo. Quando i ricercatori hanno tenuto in conto tutti gli altri fattori di rischio per gli infarti presenti o meno nei volontari - quali fumo, esercizio fisico, dieta, uso di alcol - l'ansia di per se' è risultata collegata a rischi più elevati di infarto oscillanti tra il 25 ed il 43%, rispetto ai reduci che non soffrivano di patologie ansiose. [Fonte]