Autismo e fumo. Se la nonna materna ha fumato in gravidanza aumentano le probabilità per i nipoti di diagnosi legate all’autismo.

NascitaDai dati di tutti i 14.500 soggetti coinvolti nell’Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC), uno studio longitudinale che ha reclutato donne in gravidanza negli anni 1991 – 1992, emerge che se la nonna materna di una ragazza fumava in gravidanza, la ragazza ha il 67% di probabilità in più di mostrare alcuni tratti comportamentali legati all’autismo quali scarsa abilità di comunicazione sociale e comportamenti ripetitivi.

Sebbene siano numerose le ricerche relative all’influenza delle componenti genetiche nei disturbi dello spettro autistico è noto (da studi su modelli animali) che anche le componenti ambientali possano avere una qualche rilevanza sul esordio del disturbo.
Questo studio si basa sui dati provenienti dall’Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC) per testare l’ipotesi secondo la quale il fumo di sigaretta in gravidanza possa influenzare le probabilità che i nipoti della donna fumatrice sviluppino comportamenti assimilabili alla sindrome autistica.

Il gruppo di ricerca ha scoperto che se la nonna materna fumava in gravidanza i nipoti hanno il 53% di probabilità in più di ricevere una diagnosi di disturbo dello spettro autistico.

Questi dati suggeriscono l’ipotesi (non verificata) che se una donna è esposta al fumo di sigaretta mentre è ancora nel ventre materno potrebbe subire una modifica dei propri ovuli, modifica che comprometterebbe il corredo genetico dei suoi figli.

Gli autori tuttavia evidenziano che, mentre per i tratti autistici (abilità sociale e comportamenti ripetitivi) la percentuale del 67% è riferita ad un sottogruppo di circa 7.000 partecipanti, per quanto riguarda la diagnosi di disturbo dello spettro autistico il numero di partecipanti con tale diagnosi è pari a 177 soggetti. Dal punto di vista statistico dunque, sebbene il campione iniziale sia di 14.500 soggetti il numero di soggetti in base ai quali è calcolato il rischio del +53% è di soli 177 partecipanti.

Grazie ai dati dettagliati raccolti su soggetti di tre generazioni di partecipanti sono state comunque escluse altre variabili o spiegazioni alternative.

L’incidenza dei Disturbo dello Spettro Autistico è aumentata negli ultimi anni e, sebbene questo aumento sia sicuramente riconducibile ad un miglioramento delle diagnosi, è ragionevole supporre che i cambiamenti ambientali e i cambiamenti dello stile di vita possano influire sull’insorgenza del disturbo.

Studi precedenti hanno cercato di verificare, senza successo, l’ipotesi di correlazione tra fumo in gravidanza e autismo. Questo studio sembra aver trovato indizi di un ipotetico legame ampliando il campo di osservazione a tre generazioni: nonni, genitori e figli.

Rimangono aperte molte domande. Ammesso che i dati statistici siano sufficientemente indicativi, quale meccanismo è responsabile del fenomeno? Un danno nel DNA che viene trasmesso o una risposta adattiva al fumo che lascia più esposti i nipoti al disturbo dello spettro autistico?
Perché sono maggiormente danneggiate le nipoti (femmine) rispetto ai nipoti (maschi), soprattutto in relazione all’emergere di tratti comportamentali legati all’autismo quali scarsa abilità di comunicazione sociale e comportamenti ripetitivi?

Ed inoltre, come mai non ci sono evidenze di nessi causali tra il fumo di sigaretta in gravidanza e l’autismo mentre sembrano esserci dati che confermano il legame tra fumo in gravidanza della nonna e tratti autistici nei nipoti?

Quello che sappiamo è che il fumo può danneggiare il DNA mitocondriale, i mitocondri sono degli organelli considerati come le centrali energetiche della cellula, e i mitocondri vengono trasmessi alla nuova generazione solo attraverso gli ovuli della madre. La mutazione del DNA mitocondriale non avrebbe dunque un impatto evidente sulla madre ma sarebbe significativa solo quando trasmessa, mediante gli ovuli materni, alla successiva generazione.

In attesa di nuovi dati, facciamo ogni sforzo possibile per non fumare..

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Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è in Viale Martiri della Libertà, 28 a Macerata. Potete chiamarmi per un appuntamento al 328 00 31 262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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