Cibo e memoria: il secondo cervello, o sistema nervoso enterico, funziona anche come GPS

 

memoria e ciboIl nervo vago, principale via di comunicazione tra i due cervelli, quello nella testa e quello nel tratto gastro intestinale, sembra essere anche parte del meccanismo che aiuta a memorizzare i luoghi dove si è trovato del buon cibo.

Attraverso il nervo vago non passano solo informazioni relative allo stato di sazietà. Secondo un recente studio il secondo cervello, o sistema nervoso enterico, informa il cervello “principale” anche in relazione a dati inerenti la mappatura dei luoghi dove si è avuta disponibilità di cibo.

Provate a pensare al cibo più gustoso che ricordate di aver mangiato. Probabilmente sarete in grado di ricordare un numero elevatissimo di dettagli relativi al luogo dove avete consumato il pasto. L’arredamento, l’aspetto del locale visto da fuori e la strada che avete percorso per arrivare in quel luogo.

Nel mio caso il cibo più buono che mi viene in mente è un semplice panino con salsiccia, consumato però dopo una lunga e faticosa camminata di alcune ore in mezzo alla natura.

Probabilmente avrò mangiato cose più buone ma, nella memoria, quel panino bramato come l’acqua nel deserto ha assunto un valore quasi salvifico. Nella memoria, le informazioni relative al gusto e al piacere che ricordo di aver provato sono inscindibilmente fuse con i dati relativi al contesto in cui ho consumato il pasto.

Un recente studio afferma che il “secondo cervello”, utilizzando come via di comunicazione il nervo vago, trasmette al cervello principale anche dati relativi alla posizione del cibo. Le informazioni arrivano fino all’ippocampo, notoriamente riconosciuto come il centro della memoria.

Questa connessione tra la consapevolezza del territorio ed il cibo si è probabilmente sviluppata come meccanismo neuro biologico finalizzato alla sopravvivenza.

Il secondo cervello può essere visto quindi come una sorta di Google Maps, come un’applicazione di navigazione finalizzata a massimizzare le probabilità di alimentarsi.

Per studiare questo particolare aspetto della connessione intestino – cervello il gruppo di ricerca ha condotto uno studio sui topi.

Le cavie, alle quali è stato reciso il tratto intestinale del nervo vago, non riuscivano più a ricordare informazioni relative alla posizione del cibo nel loro ambiante.

Interrompendo le comunicazioni tra intestino e cervello si sono notate alterazioni nel funzionamento dell’ippocampo. La memoria episodica e la memoria spaziale ne sono risultate compromesse.

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Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è a Macerata in Via Cincinelli n.41. Potete chiamarmi per un appuntamento al 3280031262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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