I deficit del comportamento sociale tipici dell’autismo sono ridotti grazie ad un farmaco anti cancro.

Autismo e farmaci anticancroIn un recente studio su modello animale si è visto che i deficit sociali tipicamente associati all’autismo sono stati ridotti grazie alla somministrazione di un farmaco anti tumorale.

Di tutte le problematiche associate alla diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) le disabilità sociali sono le più invalidanti.

Attualmente non esistono trattamenti per questo tipo di sintomatologia.

Una nuova ricerca, su modello animale, suggerisce che potrebbe essere sufficiente la somministrazione di un singolo farmaco in una fase specifica dello sviluppo per alleviare in modo significativo i sintomi relativi al comportamento sociale spesso coinvolti nell’autismo.

Il farmaco ha effetto, nel modello animale, perché influenza l’espressione genica in una specifica fase dello sviluppo attraverso meccanismi epigenetici.

La ricerca, pubblicata su Nature Neuroscience, ha dimostrato che un breve trattamento con una dose molto bassa di romidepsina, un farmaco antitumorale, ha ripristinato i deficit del comportamento sociale nel modello animale dell’autismo per un periodo di tempo notevolmente sostenuto.

Il trattamento, della durata di soli tre giorni, ha invertito i deficit sociali nei topi carenti di un gene chiamato Shank 3, un importante fattore di rischio per l’autismo.

L’effetto del trattamento è durato per tre settimane, accompagnando le cavie di laboratorio dal periodo giovanile alla tarda adolescenza, tutelandole quindi in una fase critica per lo sviluppo delle abilità sociali e comunicative.

Se si volesse fare un paragone, al momento prematuro, con lo sviluppo degli esseri umani si potrebbe parlare di un effetto che potrebbe durare diversi anni.

Ma come può un piccolo composto di molecole avere un effetto così profondo e prolungato su disfunzioni che ad oggi non sono trattabili dalla maggior parte dei medicinali psichiatrici?

La risposta è un po’ complicata quindi, per necessità espositive, verrà semplificata anche a rischio di banalizzare il meccanismo.

Da uno studio condotto nel 2015 si sa che la disfunzione del gene Shank 3 sconvolge le comunicazioni neuronali a causa del malfunzionamento del recettore NMDA (n-metil-D-aspartato).

Il recettore NMDA sembra essere un attore fondamentale nella regolazione della cognizione e delle emozioni.

Nella nuova ricerca, gli scienziati hanno scoperto che una dose molto bassa di romidepsina ripristina l’espressione e la funzione genica attraverso un meccanismo epigenetico.

Ripristinando l’espressione genica i deficit del comportamento sociale sono conseguentemente ridimensionati.

Inoltre, da studi sulla genetica umana si sa che probabilmente le anomalie epigenetiche svolgono un ruolo importante nel disturbo dello spetto autistico (ASD).

Molte delle mutazioni nell’autismo derivano da fattori di rimodellamento della cromatinaLa cromatina è la forma in cui gli acidi nucleici si trovano nella cellula.

Regolare la struttura della cromatina influisce sul modo con il quale il meccanismo di trascrizione della cellula accede al materiale contenuto nel DNA.

Per agire sulla struttura della cromatina i ricercatori hanno utilizzato un “rimodellatore” chiamato modificatore dell’istone.

In breve gli istoni sono proteine che condensano ordinatamente ed imballano il DNA nei cromosomi.

Modificando gli istoni si regola anche l’espressione genica.

Per modificare gli istoni gli scienziati si sono interessati all’istone deacetilasi (HDAC).

Gli HDAC sono una famiglia di modificatori dell’istone coinvolti in modo critico nel rimodellamento della struttura della cromatina e nella regolazione della trascrizione dei geni.

Nel modello dell’autismo l’HDAC è particolarmente alto, il che rende la cromatina troppo compatta. Ciò inibisce l’espressione dei numerosi geni “aggrovigliati” a causa del mancato accesso al materiale genetico da parte del meccanismo molecolare di trascrizione.

Quindi un eccesso di HDAC impedisce l’espressione genica e la mancata espressione genica si traduce in una serie di deficit comportamentali.

Il farmaco anti cancro, la romidepsina è un potente inibitore dell’HDAC. 

Ecco spiegato il motivo del suo funzionamento:

se alla base del modello autistico c’è una sovra produzione di HDAC.

Sovra produzione che comporta una mancata espressione genica, che a sua volta è la causa dei deficit nel comportamento sociale.

Ne consegue che un farmaco capace di inibire l’HDAC bloccherà automaticamente anche tutta la cascata di eventi che derivano dalla troppa disponibilità di HDAC.

L’inibitore dell’HDAC scioglie la cromatina, densamente impacchettata, in modo tale che il macchinario trascrizionale possa acceda all’area del dei geni altrimenti intrappolati. Cioè ne permette l’espressione.

La romidepsina sembra aver ripristinato l’espressione della maggior parte dei 200 geni che risultano soppressi nel modello animale dell’autismo.

Ovviamente sono necessari ulteriori studi per testare gli effetti del farmaco sull’uomo.

Link Fonte

Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è a Macerata in Via Cincinelli n.41. Potete chiamarmi per un appuntamento al 3280031262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

Lascia un commento