Il disturbo della condotta con o senza tratti di psicopatia, quando è utile la terapia dallo psicologo.

Disturbo della condottaI giovani con Disturbo della Condotta mostrano risposte dell’amigdala significativamente più basse, rispetto al gruppo di controllo, in reazione a compiti che prevedono la decodifica delle emozioni. Inoltre nei soggetti con disturbo della condotta, ma senza tratti di psicopatia, le parti del cervello che sono normalmente coinvolte nella regolazione delle emozioni (corteccia prefrontale) comunicano poco con le regioni da dove le emozioni emergono (amigdala). Ciò causa, con il passare del tempo, lo sviluppo di ansia e depressione.

Sono stati condotti diversi studi che evidenziano la correlazione tra la difficoltà nel riconoscimento dello stato emotivo altrui e il comportamento antisociale.

Tuttavia sono relativamente poche le informazioni riguardanti i meccanismi neurali alla base di tali disturbi del comportamento.

Le regioni dell’amigdala, della corteccia cingolata anteriore (ACC), dell’insula anteriore, della corteccia prefrontale ventromediale (vmPFC) e della corteccia orbitofrontale (OFC) sono considerate le sedi fisiche di probabili disfunzioni.

In linea con questa ipotesi, gli studi di neuroimaging hanno rivelato alterazioni dell’amigdala, dell’insula e dell’attività della corteccia orbitofrontale durante l’elaborazione delle emozioni facciali negli adolescenti con Disturbo della Condotta (CD) o Disturbo oppositivo provocatorio (ODD).

La disattivazione atipica della corteccia cingolata anteriore durante l’elaborazione di immagini emotive è stata riportata anche negli adolescenti con disturbo della condotta.

Da notare che il Disturbo oppositivo provocatorio (ODD) e il disturbo della condotta (CD), si verificano rispettivamente in circa il 50% e nel 20% dei casi di Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

In un recente studio è stato chiesto a soggetti affetti da disturbo della condotta e ad un gruppo di controllo, rappresentato da soggetti “normali”, di classificare una serie di foto di facce arrabbiate, tristi o neutre.
Ogni prova comprendeva la visualizzazione di una faccia, per 1000 ms (1 s), seguita dalla visualizzazione di una croce di fissazione per 750 ms.
Per ogni soggetto sono state presentate complessivamente 60 facce arrabbiate, 60 tristi, 60 neutre, per un totale di 10 minuti e 30 secondi complessivi.

I tempi di reazione e la correttezza delle risposte sono stati registrati insieme ai dati della risonanza magnetica funzionale.

Gli obiettivi di questo studio erano di investigare i cambiamenti nell’effettiva connettività tra l’amigdala e il resto del cervello con particolare attenzione alla corteccia cingolata anteriore durante l’elaborazione delle emozioni facciali nei giovani con disturbo della condotta.
Inoltre si voleva capire se la presenza o meno di tratti psicopatici aveva una correlazione con il tipo di attivazione delle vie neurali.

Per tratti psicopatici si intendono quei comportamenti che denotano un deficit di empatia e di rimorso. Gli psicopatici sono soggetti propensi ad assumere comportamenti devianti e a compiere atti aggressivi nei confronti degli altri, nonché ad essere orientati alla criminalità più violenta o all’inganno. Il tutto dietro la maschera protettiva della normalità.

Dallo studio è emerso che i giovani con Disturbo della Condotta mostravano risposte dell’amigdala significativamente più basse, rispetto al gruppo di controllo, in reazione ai volti arrabbiati e tristi.

Quando i ricercatori hanno analizzato la connettività tra l’amigdala e la corteccia prefrontale del cervello, la regione responsabile del processo decisionale e dell’inibizione comportamentale, hanno trovato indizi sorprendenti che potrebbero spiegare perché alcuni gruppi di giovani con Disturbo della Condotta trovano difficile controllare le proprie emozioni.

Contrariamente alle ipotesi precedenti, i giovani con Disturbo della Condotta ed alti livelli di tratti psicopatici mostravano una normale connettività tra l’amigdala e la corteccia prefrontale, mentre i soggetti con Disturbo della Condotta non associato a tratti di psicopatia mostravano una connettività anomala tra queste aree cerebrali.

Questi risultati possono spiegare perché i giovani con Disturbo della Condotta, ma senza tratti psicopatici, hanno difficoltà a controllare le loro emozioni specialmente se forti e negative come la rabbia.

Nei soggetti con disturbo della condotta, ma senza tratti di psicopatia, le parti del cervello che sono normalmente coinvolte nella regolazione delle emozioni (corteccia prefrontale) comunicano poco con le regioni da dove le emozioni emergono (amigdala).

Con il passare del tempo questa condizione potrebbe portare allo sviluppo di problemi di salute mentale come la depressione o l’ansia. Al contrario i soggetti con tratti psicopatici sembrano essere immuni dallo sviluppo di tali problematiche.

Questa scoperta potrebbe avere implicazioni cliniche importanti poiché suggerisce che i trattamenti psicologici finalizzati a migliorare le capacità di regolazione cognitiva delle emozioni su soggetti affetti da disturbo della condotta hanno efficacia solo in assenza di tratti di psicopatia.

Link Fonte

Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è a Macerata in Via Cincinelli n.41. Potete chiamarmi per un appuntamento al 3280031262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

Lascia un commento