Impulsivi, senza forza di volontà… o solo troppa Dopamina nel cervello?

Schema del processo di elaborazione delle decisioniUno studio sul cervello evidenzia il ruolo della Dopamina nel comportamento impulsivo.
È uno scenario comune: sei a dieta, deciso a rinunciare a mangiare dolci, ma appena di fronte al bancone delle torte tutta la tua volontà di resistere scompare. Ora, gli scienziati del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging presso l’University College di Londra hanno fatto luce sui processi cerebrali che riguardano la nostra forza di volontà e sui meccanismi che regolano il comportamento impulsivo.

In uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience, rivista finanziata principalmente dal Wellcome Trust Centre, i ricercatori guidati dal professor Ray Dolan hanno mostrato che elevati livelli di dopamina (una sostanza chimica presente nel cervello importante nella regolazione di comportamenti legati alla motivazione e all’apprendimento attraverso il rinforzo) rendono più probabile optare per una gratificazione immediata, piuttosto che attendere una ricompensa più vantaggiosa.

La ricerca può contribuire a spiegare perché le persone affette da patologie quali deficit di attenzione e iperattività (ADHD), caratterizzate da elevati livelli di dopamina nel cervello, tendono a mostrare un comportamento estremamente impulsivo. Allo stesso modo, rende ragione degli effetti collaterali mostrati da molti pazienti malati di Parkinson. È noto infatti che la L-dopa, una sostanza alla base dei farmaci usati per alleviare i sintomi del morbo di Parkinson, spesso innesca dei pazienti comportamenti di tipo compulsivo come ad esempio il gioco d’azzardo patologico.

 

Per verificare l’effetto della dopamina sul processo decisionale, il professor Ray Dolan e i suoi colleghi hanno effettuato un test su 14 volontari sani divisi in due gruppi: ai soggetti del primo gruppo veniva somministrata una dose  di 150 mg di L-dopa, ai soggetti del secondo solo un placebo. Ad ogni soggetto è stato chiesto di compiere diverse scelte come ad esempio decidere se ricevere una piccola somma subito (15 £ in due settimane) o una somma più grande ma a distanza di tempo (57 £ tra sei mesi).

Ogni giorno ci troviamo di fronte a decisioni che ci impongono di scegliere tra una gratificazione immediata ed una gratificazione, più vantaggiosa, posticipata nel tempo: comprare il nuovo cellulare ora o aspettare sei mesi in attesa che calino i prezzi; stare a dieta, mantenendo il peso forma, o mangiare quella deliziosa torta di frutta? Studiare per l’esame o guardare ancora un po’ di televisione?

I ricercatori hanno dimostrato che ogni soggetto si comportano in modo più impulsivo, scelgono cioè l’opzione “tutto e subito”, quando i livelli di dopamina nel cervello sono più elevati. Nel complesso, il numero delle scelte impulsive nel gruppo trattato con la dopamina è aumentato di un terzo, anche se con variazioni individuali.

I risultati indicano anche che ci si comporta in modo impulsivo anche quando si è influenzati da “stimoli” esterni. Sappiamo che gli input sensoriali:  immagini, suoni, odori ed in generale tutti gli stimoli neutri che sono stati associati con una ricompensa sono in grado di aumentare temporaneamente i livelli di dopamina nel cervello, e i livelli di dopamina più alti ci fanno agire in modo più impulsivo.
La ricerca ci aiuta anche a capire perché disordini che sono associati a un equilibrio anomalo della dopamina possono portare ad un comportamento estremamente impulsivo. I ricercatori hanno anche testato i soggetti sotto l’influenza di piccole dosi di aloperidolo, un inibitore della dopamina, ma i risultati sono stati inconcludenti, evidenziando poca differenza tra chi ha preso l’inibitore e chi ha ricevuto solo il placebo. Questo dovrebbe mettere in guardia dall’idea di poter utilizzare degli inibitori della dopamina per combattere l’impulsività e la dipendenza. Inoltre è utile ricordare che la dopamina svolge un ruolo importante in diverse funzioni, dalla circolazione fino alla cognizione. Abbassare i livelli di dopamina potrebbe anche ridurre l’impulsività ma bisogna essere certi che questo non avvenga a scapito di altre importanti funzioni.

Il test è stato condotto mentre i soggetti erano sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI), un test che esamina l’attività del cervello misurando le variazioni del flusso sanguigno (maggiore flusso = maggiore attività). Una rete di regioni cerebrali, tra cui lo striato e la corteccia prefrontale, tendono ad essere più attivi quando si sceglie una ricompensa immediata (risposta impulsiva) piuttosto che un premio più vantaggioso ma posticipato. I ricercatori hanno dimostrato che questa attivazione è stata maggiore nei soggetti che hanno ricevuto L-dopa.

Inoltre hanno evidenziato che una maggiore suscettibilità individuale all’influenza del farmaco era associata ad un aumento dell’attività nella regione del cervello nota come amigdala. L’amigdala è nota per svolgere un ruolo fondamentale nella elaborazione delle emozioni, emozioni che evidentemente influenzano il processo decisionale, anche se il meccanismo di questa influenza non è ancora del tutto chiaro.

 

Fonte: Wellcome Trust (2010, June 29). Impulsive, weak-willed or just too much dopamine? Brain study highlights role of dopamine in impulsive behavior.

 

Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è in Viale Martiri della Libertà, 28 a Macerata. Potete chiamarmi per un appuntamento al 328 00 31 262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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