La scarsa illuminazione ha un effetto negativo sulle prestazioni del cervello.

Luce fioca e memoriaPer aumentare le prestazioni del cervello è necessario accendere la luce! Di contro, trascorrere troppo tempo in stanze scarsamente illuminate o uffici bui può cambiare la struttura del cervello riducendone le capacità di apprendimento e di memorizzazione.

Questo esperimento, come spesso accade, non è stato condotto su esseri umani ma su un modello animale. Nello specifico si sono sacrificati i topi d’erba del Nilo (Nile grass rat – NGR) che, come gli esseri umani, tendono ad essere attivi di giorno ed a dormono di notte.

Dopo essere stati esposti a luce fioca per quattro settimane i roditori hanno perso circa il 30% della capacità dell’ippocampo, una regione del cervello nota per essere coinvolta nei processi di apprendimento e di memoria.

La conseguenza comportamentale di questo cambiamento anatomico si è notata in prestazioni peggiori su compiti di memoria spaziale nei quali si erano precedentemente allenati (di solito si tratta di ritrovare la strada per arrivare al cibo disseminato all’interno di un labirinto).

I ratti esposti a luce intensa, al contrario, hanno mostrato un miglioramento significativo nei compiti di memoria spaziale.

Inoltre, quando i roditori che inizialmente sono stati esposti alla luce fioca venivano portati in ambienti molto illuminati, e lì restavano per almeno quattro settimane, la loro capacità cerebrale, e conseguentemente le loro prestazioni comportamentali, tornavano ad un livello di normalità.

Lo studio è il primo a dimostrare che i cambiamenti nella luce ambientale portano a cambiamenti strutturali nel cervello.

Se si pensa che nei paesi industrializzati, in media, trascorriamo circa il 90% del tempo al chiuso e che la luce fioca dell’esperimento è assimilabile alla tipica illuminazione da interno è facile concludere che “è ora di uscire” o quantomeno è il caso di posizionarsi il più vicino possibile ad una finestra.

L’esposizione prolungata alla luce fioca ha portato ad una significativa riduzione di una sostanza chiamata Fattore neurotrofico cerebrale.

Il Fattore neurotrofico cerebrale è un polipeptide presente nel cervello dei mammiferi, contribuisce a sostenere la sopravvivenza dei neuroni già esistenti, e favorisce la crescita e la differenziazione di nuovi neuroni e di nuove sinapsi.

Nuove sinapsi equivalgono a nuovi ricordi, cioè ad apprendimento. Se il Fattore neurotrofico cerebrale diminuisce si indeboliscono le comunicazioni tra i neuroni e le nuove associazioni si formano con meno facilità.

Meno connessioni in corso, soprattutto nella zona dell’ippocampo, equivalgono ad una riduzione dell’apprendimento e delle prestazioni della memoria.

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Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è a Macerata in Via Cincinelli n.41. Potete chiamarmi per un appuntamento al 3280031262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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