L’obesità ci rende meno intelligenti perché compromette le capacità di apprendimento e di memorizzazione

obesità ed intelligenza

L’obesità può danneggiare la barriera emato-encefalica, la struttura che ha la funzione di proteggere il tessuto cerebrale dagli elementi nocivi presenti nel sangue, causando problemi di apprendimento e di memoria.

L’attivazione cronica del recettore per l’adenosina (Adora2a) presente nelle cellule endoteliali della barriera emato-encefalica può favorire l’ingresso di fattori nocivi presenti nel sangue all’interno del cervello. Ciò interferisce con la funzionalità dei neuroni e quindi modifica in senso peggiorativo le nostre capacità cognitive.

Un recente studio ha da poco dimostrato che bloccando i recettori per l’adenosina, in un modello sperimentale di obesità, l’integrità della barriera emato-encefalica viene preservata e con essa le capacità cognitive.

Nel cervello, l’adenosina è un neurotrasmettitore critico nell’indurre il sonno ad onde lente (la caffeina, essendo un inibitore del rilascio di adenosina, contrasta l’insorgenza del sonno). Nel corpo l’adenosina è un componente dell’Adenosina trifosfato, la moneta di scambio energetica utilizzata da tutti di organismi come riserva di energia prontamente utilizzabile.

L’adenosina ha inoltre la capacità di attivare i recettori Adora1a e Adora2a presenti sulle cellule endoteliali a supporto delle relazioni di scambio tra le aree cerebrali e il flusso sanguigno.

I problemi sorgono con l’attivazione cronica di questi recettori, e ciò accade nei soggetti obesi e nei casi di insulino-resistenza.

Le persone obese o affette da diabete (il diabete è una patologia caratterizzata da un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue, concentrazione che a sua volta è causata da una carenza di insulina nell’organismo) hanno tassi più alti di deterioramento cognitivo. La maggior parte dei cambiamenti strutturali sembra essere correlata con le aree dell’ippocampo, un parte del cervello nota per essere coinvolta nei processi di apprendimento e di memorizzazione.

In un modello animale, finalizzato ad imitare ciò che accade nel corpo umano, si è visto che nei topi, alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi, l’obesità ha causato una maggiore permeabilità da parte della barriera emato-encefalica.

Inoltre è stato notato che le cellule muscolari che avvolgono l’esterno dei vasi sanguigni microscopici nel cervello (periciti) e che hanno lo scopo dare sostegno e di favorire il movimento del sangue, iniziano ad indebolirsi.

L’indebolimento di queste cellule comporta una perdita di tono dei vasi sanguigni e ciò favorisce l’insorgere di processi infiammatori nonché la perdita di efficienza funzionale.

La dieta ad alto contenuto di grassi ha anche provocato la deformazione degli  astrociti che fanno parte della barriera emato-encefalica. Gli astrociti sono cellule cerebrali che normalmente nutrono i neuroni, ma lo stato patologico tipico dell’obesità ha il potere di alterare la loro forma e soprattutto di indebolire la loro capacità di dare supporto.

L’aumentata permeabilità dei vasi sanguigni nel cervello inizia il ciclo di infiammazione e di deterioramento cognitivo.

Di contro, evitare l’insulino-resistenza potrebbe potenzialmente fermare il deterioramento della barriera emato-encefalica e conseguentemente limitare i danni a carico delle funzioni cognitive.

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Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è a Macerata in Via Cincinelli n.41. Potete chiamarmi per un appuntamento al 3280031262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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