Problemi di comportamento a scuola legati a due specifici modelli disfunzionali di relazioni familiari.

Disegno di una famiglia felice.Contrariamente a quanto afferma la famosa osservazione di Tolstoj: “Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo” tratta da Anna Karenina, un nuovo studio di psicologia afferma che le famiglie infelici possono essere raggruppate in due categorie in base allo stile relazionale dei genitori. E questi due modelli disfunzionali di relazioni familiari possono portare ad una serie di difficoltà specifiche per i bambini durante i loro primi anni di scuola.

 

“Le famiglie possono essere un sostegno e una risorsa per i bambini nel periodo in cui iniziano ad andare a scuola, oppure possono essere una fonte di stress, di distrazione e di comportamenti disadattivi” afferma  Melissa Sturge-Apple, la ricercatrice che ha condotto lo studio presso l’Università di Rochester.

“Questo studio dimostra che ambienti familiari freddi e controllanti sono legati a una serie crescente di difficoltà manifestate dai bambini nei loro primi tre anni di scuola, dal comportamento aggressivo e dirompente alla depressione e alla alienazione”, spiega Sturge-Apple “lo studio rileva inoltre che i bambini provenienti da famiglie segnate da alti livelli di conflitto e da genitori fortemente invasivi si trovano ad affrontare alti livelli di ansia e di fobia sociale nei loro primi anni di scuola”.

Lo studio, durato tre anni e pubblicato il 15 luglio in Child Development, analizza i modelli relazionali in 234 nuclei familiari comprendenti almeno un bambino di sei anni.

Il gruppo di ricerca ha individuato tre distinti profili di famiglia: una “felice”, denominato coesa, e due “infelici”, denominate rispettivamente disimpegnata e invischiante. Le famiglie coese sono caratterizzate da interazioni armoniose, calore emotivo, e ruoli chiari ma flessibili nel rapporto tra genitori e figli.

Le famiglie invischiate, al contrario, possono essere emotivamente coinvolgenti e manifestare discrete quantità di calore emotivo, ma lottano continuamente con alti livelli di ostilità, con l’incapacità da parte dei membri di mantenere dei confini definiti e con l’elevata presenza di interferenze reciprocamente distruttive nella sfera personale dei componenti del nucleo familiare.

Infine, le famiglie disimpegnate, come dice il nome, sono caratterizzate da rapporti freddi, di controllo, e da isolamento sociale.

Sebbene lo studio dimostri evidenze concrete in merito al legame tra ambiente familiare e scuola, gli autori avvertono che le relazioni familiari disfunzionali non sono ovviamente responsabili per tutti i comportamenti disfunzionali manifestati a scuola. Patrick Davies, co autore della ricerca e professore alla università di Rochester, sottolinea che altri fattori di rischio, come ad esempio: vivere in quartieri malfamati, frequentare scuole inadeguate, avere relazioni difficili con i compagni, e specifiche caratteristiche genetiche possono essere causa dello sviluppo di eventuali problemi scolastici.

 

Il nuovo studio si basa sulla consolidata teoria familiare sistemica che da lungo tempo aveva già individuato i tre tipi di famiglie attraverso osservazioni cliniche.

Questo studio, però, è il primo a confermare empiricamente la loro esistenza attraverso l’analisi di molteplici relazioni all’interno della famiglia: nella coppia, nelle interazioni di ogni genitore con il bambino, e fra tutti e tre i membri del sistema famiglia.

“Siamo stati davvero in grado di guardare il quadro complessivo della famiglia”, aggiunge Patrick Davies, “e ciò che è sorprendente è che questi modelli di relazione familiare, non solo erano stabili nelle relazioni tra i diversi membri, ma anche nel tempo; sono state pochissime le famiglie capaci di modificare i loro schemi”.

La ricerca ha messo in luce che i bambini provenienti da famiglie disimpegnate hanno iniziato la loro formazione scolastica manifestando livelli più elevati di aggressività e di comportamento dirompente. Hanno avuto maggiori difficoltà nel concentrarsi sull’apprendimento e nel rispettare le regole della classe improntate alla cooperazione. Questi comportamenti distruttivi sono peggiorati con il passare del tempo.

Al contrario, i bambini provenienti da famiglie invischiate non hanno avuto particolari problemi disciplinari di depressione o di isolamento sociale se confrontanti con i loro coetanei provenienti da famiglie coese. Ma, con il passare del tempo, i bambini provenienti da famiglie invischiate e disimpegnate hanno manifestato livelli crescenti di ansia, tristezza, solitudine e alienazione dal resto del gruppo e dagli insegnanti. Gli autori hanno concluso che, “i bambini, soprattutto nei primi anni di scuola, possono essere particolarmente vulnerabili agli schemi di relazione distruttiva delle famiglie invischiate”.

Nello studio, le famiglie sono state esaminate attraverso resoconti forniti dai genitori e dagli insegnanti e, più direttamente, attraverso l’osservazione in laboratorio. Le famiglie sono state convocate in laboratorio per due visite l’anno, intervallate da una settimana.

Entrambi i genitori e il bambino hanno giocato insieme a Jenga, un gioco costituito da una serie di pezzi di legno accatastati verticalmente, per 15 minuti e, a settimane alterne, ciascun genitore ha interagito con il bambino da solo per cinque minuti di gioco e cinque minuti di pulizia.

I genitori sono stati inoltre invitati inoltre a discutere su due temi scelti appositamente per suscitare disaccordo. Le sessioni sono state videoregistrate e valutate attraverso l’analisi degli schemi di comportamento.

Lo studio ha esaminato come i genitori si sono relazionati l’uno con l’altro, osservando ogni aggressione, ogni squalifica e ogni negazione del messaggio comunicativo tra gli interlocutori, valutando inoltre la capacità dei genitori di collaborare, di lavorare in tema, in presenza del bambino.

I ricercatori hanno codificato la disponibilità emotiva dei genitore verso il figlio, la capacità di lodare, gratificare e approvare i comportamenti del bambino o al contrario la tendenza ad ignorare ogni atto comunicativo da parte del piccolo.

Gli sperimentatori hanno analizzato inoltre come il bambino si è relazionato verso sua madre e suo padre, osservando se tentativi di coinvolgere i genitori nel gioco erano brevi e timidi o sostenuti da forte entusiasmo.

Fonte: University of Rochester (2010, July 15). Behavior problems in school linked to two types of families.

Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è in Viale Martiri della Libertà, 28 a Macerata. Potete chiamarmi per un appuntamento al 328 00 31 262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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