Smettere di fumare: meglio l’approccio psicologico.

Smettere di fumareSecondo una nuova ricerca l’intensità del desiderio di fumare le sigarette ha più a che fare con l’aspetto psicologico che non con gli effetti della nicotina come sostanza chimica capace di causare dipendenza.

Come molti fumatori avranno già scoperto i cerotti alla nicotina e le gomme sono comuni, ma spesso inefficaci, metodi per combattere la voglia di fumare. Ora un nuovo studio dell’università di Tel Aviv, dimostra perché sono poco utili, e fornisce le basi per un programma di interruzione della dipendenza più efficace, basato su un approccio psicologico.

Nel nuovo studio pubblicato sul Journal of Abnormal Psychology, il Dottor Reuven Dar del dipartimento di psicologia dell’università di Tel Aviv  ha trovato che l’intensità del desiderio per le sigarette ha più a che fare con l’elemento psicologico del fumo che non con gli effetti fisiologici della nicotina, sostanza chimica capace di creare dipendenza.

 

Il Dott. Dar afferma che “questi risultati potrebbero non essere popolari tra i sostenitori della teoria della dipendenza chimica da nicotina” ma spera che questa ricerca aiuterà i medici e le autorità sanitarie nello sviluppo di programmi più efficaci, rispetto ai costosi cerotti e alle gomme, per il trattamento dei soggetti con il vizio del fumo.

Le conclusioni del Dott. Dar e dei suoi colleghi si basano su due studi di riferimento.

Nello studio più recente, Dar e i suoi colleghi hanno monitorato le abitudini di fumo ed i livelli del desiderio di fumare di assistenti di volo, sia uomini che donne, che hanno lavorato presso la compagnia aerea israeliana El Al.

Ogni partecipante è stato monitorata per due voli – un volo lungo di 10-13 ore di durata, da Tel Aviv a New York, e viaggio più breve di andata e ritorno da Israele all’Europa, per una media di 3-5 ore di volo per ogni tratta. Utilizzando un questionario, ha campionato i livelli di desiderio degli assistenti durante tutta la durata dei loro voli. Il Dott. Dar ha verificato che la durata del volo non ha avuto un impatto significativo sui livelli di desiderio, che sono stati simili sia per i voli a breve che a lungo termine.

Inoltre, i livelli di desiderio, alla fine di ogni volo breve sono stati molto più alti di quelli registrati alla fine del volo lungo, dimostrando che la voglia di fumare aumenta in previsione dello sbarco a terra e quindi della reale possibilità accendere una sigaretta.

Egli ha concluso che l’intensità del desiderio di fumare è correlata a stimoli psicologici piuttosto che agli effetti fisiologici della privazione di nicotina.

In un precedente studio del 2005, il Dott. Dar ha esaminato alcuni fumatori ebrei, osservanti delle prescrizioni religiose che vietano loro di fumare durante il  Sabbath.

Egli ha chiesto loro di descrivere il desiderio di fumare in tre giornate diverse: durante il Sabbath , in un giorno feriale qualsiasi e in un giorno specifico della settimana nel quale, in base ad un precedente accordo, era stato chiesto loro di astenersi dal fumare.

La voglia di fumare  è risultata molto bassa  la mattina del Sabbath, quando il fumatore sapeva che non avrebbe potuto soddisfare il suo bisogno per almeno altre 10 ore. Il desiderio è progressivamente aumentato con il passare delle ore quando i partecipanti già si pregustavano la loro prima sigaretta post- Sabbath.

I livelli di desiderio riportati dai partecipanti sono stati egualmente alti sia nel caso del giorno della settimana in cui potevano fumare liberamente, sia nel giorno prescelto per l’astensione volontaria,  dimostrando che il desiderio ha poco a che fare con la privazione di nicotina.

Anche se la nicotina ha un ruolo fisiologico nell’aumentare le capacità cognitive quali l’attenzione e la memoria, non è una sostanza capace di creare una vera dipendenza come l’eroina, che al contrario causa  veri sintomi di astinenza sistemici e biologici.

Il Dott. Dar ritiene che le persone che fumano lo fanno per ottenere benefici a breve termine come la gratificazione orale, il piacere sensoriale e una sorta di conformismo sociale. Una volta che l’abitudine è stabilita, la gente continua a fumare in risposta a stimoli e situazioni che vengono associate al fumo.

Il Dott. Dar ritiene che considerare il fumo come un’abitudine, piuttosto che come una dipendenza faciliterà il trattamento. Le tecniche per smettere di fumare dovrebbero sottolineare gli aspetti psicologici e comportamentali della abitudine e ridimensionare gli aspetti biologici della dipendenza fisica.

 

Fonte: American Friends of Tel Aviv University (2010, July 13). Smoking mind over smoking matter: Surprising new study shows cigarette cravings result from habit, not addiction.

Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è in Viale Martiri della Libertà, 28 a Macerata. Potete chiamarmi per un appuntamento al 328 00 31 262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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