Studiare ascoltando la musica è utile o dannoso?

Studiare ascoltando la musica

Gli esami di maturità si avvicinano. Come ottimizzare lo studio? Qualcuno dice che ascoltare Mozart migliori l’apprendimento, sarà vero?

La teoria secondo la quale l’ascolto di alcuni tipi di musica durante le sessioni di studio aumenti la produttività è stata recentemente messa alla prova da alcuni ricercatori.

I risultati smentiscono senza pietà ogni precedente speranza di diventare più creativi e più produttivi sfruttando l’ascolto di qualche magica melodia.

Ricordo di aver letto diversi scritti sugli effetti miracolosi della musica. Da Mozart che sembra favorisca la produzione del latte da parte delle mucche alla più generica affermazione secondo la quale la musica “allegra” possa facilitare “l’emergere di soluzioni innovative ed agisca sulla creatività, migliorandola”.

Se alcuni studi suggeriscono che il semplice ascolto di musica “vivace” potrebbe servire ad aumentare creatività e produttività, ora arriva una secca e brusca smentita (avvolte il metodo scientifico è irritante, pensi di aver raggiunto qualche certezza e subito devi essere pronto a ricominciare da capo!).

In un recente lavoro sono stati valutati gli effetti di un sottofondo musicale sulla produttività e sulla creatività di alcuni individui.

I risultati indicano che la musica ha compromesso in modo significativo le capacità creative dei soggetti testati. Al contrario, il rumore di fondo tipico delle biblioteche non sembra aver inibito la produttività e la creatività.

Lo studio, attraverso tre esperimenti diversi, ha confrontato le performance cognitive in ambienti caratterizzati da:

  • completo silenzio
  • rumori caratteristici di una sala studio, in biblioteca
  • musica di sottofondo con testi non familiari
  • musica classica, o comunque strumentale e senza testi
  • musica con testi familiari

Dai risultati emergono prove evidenti di prestazioni cognitive peggiori durante la riproduzione di musica rispetto alle condizioni di silenzio.

L’ipotesi suggerita dai ricercatori per rendere ragione di questi risultati è che l’ascolto della musica abbia in qualche modo interferito con il corretto funzionamento della memoria di lavoro verbale (un sistema per l’immagazzinamento temporaneo e la prima gestione dell’informazione).

Nell’esperimento che ha previsto l’ascolto di musica con testo “familiare” i risultati mostrano una diminuzione di creatività indipendentemente dal fatto che la musica abbia comunque avuto il potere di stimolare in senso positivo l’umore.

In sintesi, gli effetti motivazionali dell’ascoltare musica allegra non sembrano compensare i deficit causati dall’interferenza del suono con la memoria di lavoro.

Concludendo, almeno fino alla prossima autorevole ricerca, meglio studiare in un ambiente completamente silenzioso o in biblioteca concedendosi, al limite, qualche pausa motivazionale tra un capitolo e l’altro.

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Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è a Macerata in Via Cincinelli n.41. Potete chiamarmi per un appuntamento al 3280031262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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