Trapianto di memoria attraverso una iniezione di RNA.

Trapianto di memoriaPrimo trapianto di memoria, da una lumaca marina ad un’altra, utilizzando una “trasfusione” di RNA. Il ricordo di un addestramento può essere trasferito tra organismi estraendo l’acido ribonucleico (RNA) da un animale addestrato ed iniettandolo in un animale non addestrato.

L’esperimento:

I ricercatori hanno somministrato una serie di lievi scosse elettriche alle code di alcune lumache marine. Le lumache hanno ricevuto 5 scosse alla coda, una ogni 20 minuti. Il protocollo è stato ripetuto una seconda volta dopo 24 ore.

Quando i ricercatori hanno toccato successivamente le lumache, hanno scoperto che quelle a cui erano stati somministrati degli shock elettrici mostravano una contrazione difensiva che durava in media 50 secondi.
Contrazione notevolmente più lunga rispetto alle cavie non sottoposte al trattamento, cavie che al contrario mostravano una contrazione della durata di un solo secondo.

I ricercatori hanno, in questo modo, sensibilizzato alcune lumache utilizzando la stimolazione elettrica della coda. Ciò ha modificato il riflesso difensivo finalizzato a proteggere l’animale da ulteriori danni.

Successivamente è stato estratto l’RNA sia dagli animali sensibilizzati che dal gruppo di controllo. L’RNA estratto dai due gruppi è stato poi iniettato in altre Aplysie.

I risultati:

Sorprendentemente, si è visto che le lumache alle quali è stato somministrato l’RNA proveniente da animali sensibilizzati hanno mostrato un comportamento difensivo simile a quello conseguente all’addestramento. La contrazione difensiva è durata circa 40 secondi.

In pratica è come se gli sperimentatori, trasferendo l’RNA, avessero trasferito la memoria da un’animale all’altro.

Lo stesso risultato si è avuto somministrando RNA direttamente in neuroni sensoriali coltivati in vitro. Di contro non si sono evidenziate differenze quando la somministrazione di RNA è stata fatta su motoneuroni. Questo probabilmente perché, quando ad una lumaca marina vengono somministrati elettroshock, i suoi neuroni sensoriali, e non i suoi motoneuroni, diventano più eccitabili.

Conseguenze:

Questa scoperta mette in dubbio l’ipotesi condivisa secondo la quale la conservazione delle memorie sia imputabile (esclusivamente) a modificazioni strutturali nelle sinapsi della rete nervosa (da notare che ogni neurone ha di solito diverse migliaia di sinapsi).

Secondo il modello proposto da questo studio appare evidente che, almeno in parte, le memorie debbano essere codificate all’interno delle stesse cellule nervose.

È necessario ricordare che l’Aplysia californica, o lumaca di mare, è uno tra gli animali preferiti per lo studio del funzionamento del sistema nervoso umano.

Già Eric Kandel scelse l’Aplysia per studiare i processi di apprendimento e la memoria, sia perché i segnali elettrici che i neuroni si inviano sono simili a quelli dell’uomo, sia per la semplicità del suo sistema nervoso composto da soli 20.000 neuroni, sia per la dimensione dei neuroni stessi.

È naturale che la memoria di cui si parla in questo studio appaia poco simile a quella che ci permette di ricordare il nostro primo giorno di scuola, tuttavia i meccanismi di funzionamento per entrambe sono gli stessi.

A questo proposito vorrei citare alcune righe illuminanti tratte dal libro “Dio non gioca a dadi” di Henri Laborit.

Tuttavia è importante sottolineare come questa inter-penetrazione tra ambiente energetico, cioè fisico, e organismo lasci delle tracce in quest’ultimo.

Sono quelle che vengono dette le memorie. Queste si reggono su molecole proteiche che si formano in seguito alla penetrazione nell’organismo di varie forme di energia.

Quando queste ultime prendono, ad esempio, la forma di un microrganismo, le proteine che conserveranno le tracce del suo passaggio saranno chiamate “anticorpi”, uno degli elementi della memoria immunitaria.

È questa memoria che si ricorderà dell’ultimo attacco del microrganismo e metterà in gioco le difese immunitarie, qualora si ripresentasse.

È ancora questa che le vaccinazioni cercano di provocare utilizzando dei microrganismi (o alcune loro caratteristiche molecolari), dopo averli privati di ciò che li rende maligni.

Nel sistema nervoso un analogo meccanismo di sintesi proteica conserverà la traccia delle esperienze passate nei neuroni e a livello dei contatti che intercorrono tra loro, le sinapsi.

In altre parole, gli influssi generati dalle variazioni energetiche dell’ambiente, nel loro propagarsi attraverso le vie nervose, daranno inizio alla formazione di molecole proteiche che resisteranno anche quando gli stimoli saranno cessati.

Memoria nervosa e memoria immunitaria sono dunque strettamente correlate e si controllano reciprocamente.

Henri Laborit – Dio non gioca a dadi.

Link Fonte

Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è a Macerata in Via Cincinelli n.41. Potete chiamarmi per un appuntamento al 3280031262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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