Un nuovo modo per curare le fobie, desensibilizzazione subliminale.

aracnofobiaL’esposizione a stimoli fobici in assenza di consapevolezza è più efficace nel ridurre le fobie rispetto al metodo classico che prevede la gestione consapevole da parte del soggetto di stimoli progressivamente più spaventosi.

Un gruppo di ricercatori dell’ Institute for the Developing Mind at Children’s Hospital Los Angeles ha scoperto che l’esposizione mediante tecniche subliminali a stimoli che nei soggetti innescano reazioni di panico incontrollato è più efficace rispetto alla metodologia classica di desensibilizzazione.

Prima di descrivere la ricerca, alcune precisazioni sulla terminologia:

Fobia: citando Wikipedia “Il termine fobia (dal greco φόβος, phóbos, panico, paura) indica un’irrazionale e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività, animali o persone, che può, nei casi più gravi limitare l’autonomia del soggetto, ma che non rappresenta un reale pericolo per la persona”.
Bisogna evidenziare che l’accento, nelle varie definizioni di fobia, è spesso posto sul fatto che la fobia sia sostanzialmente una paura irrazionale. Nel caso delle fobie trattate in questo studio, le aracnofobie, siamo tuttavia di fronte a paure che solo apparentemente sembrano irrazionali, infatti se considerata da un punto di vista evolutivo la tendenza a ritrarsi ed evitare il contatto con animali come i ragni è del tutto adattiva e perfettamente coerente con il principale scopo del sistema nervoso, cioè tenerci in vita.
Discorso più complesso meriterebbero altri tipi di fobie apparentemente insensate. Anch’esse, quando  contestualizzate grazie ad un numero sufficiente di informazioni spesso si mostrano per ciò che sono: paure più che legittime.

Desensibilizzazione (sistematica): La desensibilizzazione è una tecnica molto usata che consiste nell’esporre un soggetto fobico a stimoli progressivamente sempre più spaventosi. L’esposizione può essere reale, vissuta in prima persona o come esperienza vicariata, o anche solo il frutto di uno sforzo di immaginazione. Si inizia con qualche cosa di quasi innocuo, e ci si assicura che il soggetto sia perfettamente a suo agio e rilassato. Si procede poi per gradi, di solito seguendo una lista di stimoli fobici precedentemente compilata con il supporto del paziente stesso, assicurandosi che ad ogni nuovo stimolo le reazioni di agitazione e paura siano del tutto sostituite da una condizione di calma e relax ottenuta mediante tecniche di rilassamento, meditazione o mindfulness.

Immagini subliminali (Backward masking):  un messaggio è subliminale (dal latino sub, sotto, e limen, soglia, in riferimento al confine del pensiero conscio) quando l’informazione sensoriale che arriva al cervello non viene processata a livello di consapevolezza. Nel caso specifico dell’esperimento è stata usata la tecnica del Backward masking, che consiste nella presentazione di uno stimolo visivo (la maschera) immediatamente dopo aver esposto il soggetto al vero stimolo bersaglio per un tempo estremamente breve (circa 30 millisecondi).

La ricerca


I ricercatori, grazie alla risonanza magnetica funzionale, hanno scoperto che le aree del cervello coinvolte nell’elaborazione della paura sono maggiormente attive quando l’esposizione agli stimoli fobici avviene in modo inconscio. I risultati dello studio sono stati pubblicati il 6 Febbraio 2017 sulla rivista Human Brain Mapping.

“Anche se ci aspettavamo l’attivazione delle regioni neurali che elaborano la paura abbiamo notato con stupore che si attivavano anche regioni del cervello che regolano le risposte emotive e comportamentali agli stimoli fobici – ciò ha avuto l’effetto di ridurre l’esperienza cosciente della paura”.

Lo studio ha utilizzato come stimolo fobico i ragni, e il campione è stato composto da 21 soggetti fobici e 21 soggetti di controllo non fobici. Tutti i soggetti erano giovani donne adulte.
Sono state scelte solo donne perché studi precedenti hanno evidenziato che il 75% 80% dei soggetti fobici sono di sesso femminile.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a tre condizioni sperimentali:
visualizzazione di immagini di controllo non associate a stimoli fobici (fiori), visualizzazione di stimoli fobici (ragni) e visualizzazione di stimoli fobici con la tecnica del Backward masking (mascheramento), quindi in assenza di consapevolezza cosciente.

Nei soggetti con fobia, l’esposizione subliminale ha attivato una risposta molto energica nelle regioni subcorticali responsabili dell’elaborazione della paura, eppure i soggetti non hanno provato consapevolmente timore grazie capacità della stimolazione subliminale di attivare contestualmente anche le regioni del cervello responsabili della regolazione delle risposte alla paura.

L’esposizione normale allo stimolo fobico al contrario ha disattivata le aree del cervello responsabili delle risposte alla paura, inducendo una esperienza consapevole di spavento.

In sostanza sembra che il cervello sia maggiormente capace di elaborare gli stimoli collegati alla paura quando questi vengono presentati in modo tale da escludere la consapevolezza cosciente del pericolo.

In base a questo studio, nella terapia per il trattamento delle fobie, la desensibilizzazione sistematica andrebbe sostituita, o forse preceduta da sessioni di desensibilizzazione subliminale.

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Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è in Viale Martiri della Libertà, 28 a Macerata. Potete chiamarmi per un appuntamento al 328 00 31 262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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