Usare antidepressivi raddoppia il rischio di ricadute

AntidepressiviSecondo una recente ricerca condotta nell’Università di McMaster dallo psicologo evolutivo Paul Andrews i pazienti che soffrono di depressione e che decidono di far uso di antidepressivi sembrano essere maggiormente soggetti a ricadute rispetto ai pazienti che decidono di non prendere farmaci.

In questo nuovo articolo scritto dallo psicologo evoluzionista, articolo che rischia di riaccendere le polemiche relative all’uso di farmaci in caso di depressione, si conclude che i pazienti che hanno fatto uso di antidepressivi sono soggetti a ricadute nella misura di quasi il doppio rispetto ai soggetti che non hanno preso farmaci.

La meta analisi suggerisce che le persone che non hanno preso farmaci per la depressione hanno un rischio del 25% di ricaduta, mentre chi ha preso antidepressivi rischia di ricadere con una percentuale superiore al 42%.

I dati provengono da dozzine di studi precedenti (studi pubblicati) nei quali vengono comparate le risposte sia di soggetti che hanno fatto uso di antidepressivi sia di soggetti che hanno fatto uso di semplici placebi.

Nella ricerca sono stati analizzati:

soggetti che hanno iniziato prendendo farmaci e poi sono passati al placebo;

soggetti ai quali venivano somministrati solo placebi;

e soggetti che hanno continuato ad assumere farmaci per tutta la durata del trattamento (ovviamente tutti i soggetti pensavano di prendere farmaci antidepressivi).

L’autore della ricerca, per spiegare questi dati, ipotizza che gli antidepressivi interferiscono con la naturale autoregolazione del cervello di sostanze come la serotonina ed altri neurotrasmettitori, e che il cervello può ipercompensare, una volta che il farmaco viene sospeso, innescando nuovi episodi depressivi.

Anche se ci sono diverse forme di antidepressivi, stando a quanto afferma l’autore tutti disturbano i meccanismi naturali di regolamentazione del cervello.

È come mettere un peso su una molla.

Il cervello, come la molla, si adatta questo peso.

Togliere i farmaci antidepressivi equivale a togliere il peso dalla molla, lasciando la persona al rischio di ricaduta quando il cervello, come una molla compressa, si riadatta in maniera violenta prima di ritornare allo stato di riposo.

Gli sperimentatori suggeriscono che tanto più i farmaci influenzano la serotonina e gli altri neurotrasmettitori del cervello, e questo è ciò che devono fare per essere efficaci, tanto maggiore è il rischio di ricaduta dopo aver smesso di assumerli.

Tutti questi farmaci riducono i sintomi, probabilmente in misura diversa, nel breve termine. Ma il punto è: che cosa accade sul lungo termine?

I risultati del recente studio suggeriscono che quando si tenta di uscire dal rapporto con i farmaci la depressione si ripresenta in modo più energico. Questo meccanismo può lasciare le persone bloccate in un ciclo senza uscita nel quale hanno bisogno per continuare di prendere antidepressivi, antidepressivi che a loro volta rendono più aggressivi i sintomi.

L’autore della ricerca ricorda che al momento c’è un grosso dibattito sul considerare la depressione veramente una malattia, come la maggior parte dei medici e la maggior parte degli psichiatri fa, o sul considerarla come un adattamento temporaneo del cervello ad uno stato di cose.

Un adattamento evolutivamente utile.

Gli studi longitudinali citati nel documento mostrano che più del 40% della popolazione ha sperimentato la depressione, in un preciso momento della loro vita. La maggior parte degli episodi depressivi sono innescati da eventi traumatici come la morte di una persona cara, la fine di un rapporto o la perdita di un lavoro e quindi di uno status sociale.

L’autore della ricerca suggerisce che il cervello in queste condizioni attenua altre funzioni come l’appetito, il desiderio sessuale, il sonno e la capacità di creare relazioni sociali, per concentrare i propri sforzi su come affrontare l’evento traumatico.

Esattamente come il corpo usa la febbre per combattere le infezioni, egli ritiene che il cervello può utilizzare la depressione per combattere uno stress altrimenti difficilmente gestibile.

Fonte: McMaster University (2011, July 19). Patients who use anti-depressants can be more likely to suffer relapse, researcher finds.

Dott. Leonardo Corsetti

Psicologo Psicoterapeuta. Sono specializzato in Terapia Familiare Sistemica e appassionato divoratore di pubblicazioni relative alla Psicologia Evoluzionistica e alle Neuroscienze. A partire da questi schemi concettuali tratto i principali disturbi psicologici come ansia, fobie, attacchi di panico, depressione ecc... sia in sedute individuali che di coppia o familiari. Il mio studio è in Viale Martiri della Libertà, 28 a Macerata. Potete chiamarmi per un appuntamento al 328 00 31 262 o inviarmi una mail all'indirizzo leonardo.corsetti@gmail.com

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