“L’amico del mio nemico è mio nemico”: uno studio sulle relazioni virtuali dimostra una teoria di ottanta anni fa.

Immagine di uno schema di Rete sociale
Un nuovo studio basato sull’analisi delle interazioni tra i giocatori in un universo virtuale ha, per la prima volta, fornito elementi di prova su larga scala a conferma di una teoria psicologica di ottanta anni fa, la teoria dell’equilibrio di Fritz Heider.

La ricerca, pubblicata negli Atti della National Academy of Sciences, e condotta presso l'Imperial College di Londra, l'Università di Medicina di Vienna e il Santa Fe Institute, analizza i rapporti tra 300.000 giocatori di un gioco online chiamato Pardus.

 

In questo gioco i partecipanti sono al comando di un veicolo spaziale con il quale devono esplorare un universo virtuale, dove possono farsi amici e nemici, con i quali comunicare, commerciare e lottare.

Gli scienziati hanno analizzato i dati relativi alle interazioni tra i partecipanti, quali le mail, i contatti telefonici e soprattutto i comportamenti in tempo reale durante il gioco al fine di migliorare la nostra comprensione dei meccanismi che definiscono lo sviluppo delle reti sociali.

Giochi online come Pardus infatti producono una enorme mole di dati che può essere analizzata dai ricercatori per studiare le interazioni on line, ma ovviamente l’interesse consiste nell’applicare tali scoperte per meglio comprendere il modo in cui le persone interagiscono nella società reale.

La teoria dell’equilibrio di Fritz Heider è una vecchia teoria, ha circa ottanta anni, che suggerisce l’idea secondo la quale alcune reti relazionali sarebbero più stabili di altre.

In particolare, la teoria si occupa dei legami sia positivi che negativi in una triade composta da tre individui, dove il legame definito “l'amico del mio nemico è mio nemico” risulta essere più stabile (e quindi più comune) del legame definito “l'amico del mio amico è mio nemico”.

In questo studio le informazioni riguardanti le interazioni tra i giocatori sono più dettagliate rispetto ad altre fonti di dati, perché includono sia elementi relativi al tipo di relazione che alla valenza positiva o negativa di ogni scambio relazionale.

Questo ha permesso agli autori dello studio di dimostrare che gli scambi relazionali positivi formano reti più stabili, almeno nelle società virtuali, dimostrando per la prima volta la teoria dell’equilibrio di Fritz Heider.

Il dottor Renaud Lambiotte, uno degli autori dello studio presso l'Istituto per le Scienze Matematiche dell'Imperial College di Londra, ha affermato: “Trovo che sia una metodologia affascinante per capire come ognuno di noi interagisca con gli altri fino a formare complesse reti sociali. Penso che sia sorprendente che io sia questo piccolo punto in una rete enorme di persone interconnesse tra loro. Il nostro nuovo studio rivela in modo più dettagliato rispetto al passato i principali ingredienti che rendono queste reti stabili nel tempo. "

Nello studio, i matematici hanno analizzato sei tipi di interazioni specifiche tra i giocatori: l'amicizia, la comunicazione, il commercio, l’ostilità, l’aggressione e la punizione. Ognuno di questi tipi definisce una rete a se stante, tutti e sei insieme si combinano per formare una rete di complessità maggiore.

Un aspetto unico dei dati è che alcuni collegamenti hanno una connotazione positiva (amicizia, comunicazione e commercio), mentre altri corrispondono ad interazioni negative (l'ostilità, l'aggressività e la punizione).

I ricercatori hanno analizzato i dati del gioco su due livelli: in primo luogo, analizzando le singole reti, e poi guardando l'interazione tra tutte le reti.

Gli autori hanno scoperto che, nelle relazioni positive, i giocatori hanno maggiori probabilità di ricambiare le azioni e i sentimenti che in quelle negative.

Per esempio, se il giocatore A dichiara di essere amico del giocatore B, il giocatore B probabilmente farà lo stesso. Al contrario se il giocatore A dichiara di essere nemico di B, il giocatore B probabilmente non ricambierà.

La ricerca ha inoltre evidenziato forti interazioni tra diversi tipi di collegamenti, alcune reti si sovrappongono ampiamente, altre tendono ad escludersi a vicenda. Ad esempio, la rete relativa all'amicizia e alle comunicazioni si sovrappongono infatti, come è logico aspettarsi, gli amici tendono a parlare tra di loro. Tuttavia, la rete relativa agli scambi commerciali e quella relativa all'ostilità non si sovrappongono affatto, dimostrando che i nemici tendono a non fare scambi commerciali l’uno con un altro.

Il dottor Renaud Lambiotte chiarisce: “Questa potrebbe sembrare una scoperta ovvia, come tutti noi sappiamo è più facile comunicare con le persone che ci piacciono e se possiamo evitiamo di relazionarci, anche se solo per motivi di commercio, con chi non ci piace. Tuttavia, nessuno ha mai dimostrato questa teoria su così larga scala prima d’ora”.

I ricercatori stanno sviluppando nuovi  strumenti matematici per le grandi reti complesse al fine di studiare modelli di comunicazione tra milioni di elementi: a partire dai dati di telefonia mobile fino all’analisi di problemi biologici complessi come il modo in cui diverse regioni del cervello comunicano tra loro.

Fonte: Imperial College London (2010, July 20). ‘The friend of my enemy is my enemy’: Virtual universe study proves 80-year-old theory on how humans interact.