Non riesci a parcheggiare in retromarcia? Forse è perché non hai giocato abbastanza con le "costruzioni" quando eri piccolo/a.

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Sin dalla loro comparsa nel mondo dei giocattoli per bambini, intorno agli anni 60, le "costruzioni" (spesso identificate con la marca del maggiore produttore di questa tipologia di giocattoli, la Lego) hanno lasciato ipotizzare a studiosi e genitori che, in qualche modo, il loro utilizzo potesse favorire lo sviluppo di competenze utili nell'approcciarsi a discipline come le scienze, l'ingegneria, la matematica e le materie tecnologiche.

In un recente studio alcuni ricercatori del Temple's Infant Lab hanno verificato l'esistenza di benefici reali a seguito di interazioni ludiche basate su questo tipo di gioco.

Mentre i bambini giocano con le costruzioni, a patto però di poter interagire con altri coetanei o con adulti, apprendono un tipo di linguaggio che li stimola nella concettualizzazione di rapporti spaziali, come ad esempio: sopra, vicino, sotto, intorno eccetera.

Quando gli adulti usano un linguaggio inerente le relazioni spaziali portano automaticamente i bambini a concentrare la loro attenzione su concetti relativi al rapporto tra gli oggetti e il contesto che li contiene.

Sviluppare un vocabolario linguistico relativo alle relazioni spaziali è fondamentale per favorire il potenziamento delle abilità visuo-spaziali.
Le competenze "spaziali" non sono importanti solo per avere successo in materie come la matematica, l'ingegneria, le scienze e le tecniche;
sono altrettanto utili in attività di routine come: parcheggiare la macchina, assemblare un mobiletto comprato all'Ikea o evitare di perdersi nel centro di una grande città.

I ricercatori sostengono di poter fornire le prove del legame tra le abilità spaziali e il linguaggio, che descrive il rapporto che gli oggetti hanno con lo spazio, assimilato dai bambini sin dai primi anni di vita.

Per scoprire in che modo il gioco influenza la produzione linguistica relativa ai concetti spaziali i ricercatori hanno osservato l'interazione di bambini e genitori in tre diverse situazioni sperimentali:
  • gioco "libero": i bambini erano incoraggiati a giocare con le costruzioni in modo simile a come erano abituati a farlo nella propria casa;
  • gioco "pre-assemblato": ai bambini venivano forniti pezzi precedentemente assembrati ed incollati per formare blocchi già pronti, riducendo in tal modo il numero di incastri possibili;
  • gioco "guidato": ai bambini venivano dati i "mattoncini" e una descrizione grafica contenente le istruzioni di montaggio per ottenere una struttura specifica.
Nella condizione di "gioco guidato" sia i genitori che i bambini hanno prodotto un numero di interazioni comunicative, relative a concetti spaziali, significativamente superiore rispetto alle altre due condizioni sperimentali.

I ricercatori, data la forte correlazione tra il linguaggio e lo sviluppo di abilità spaziali, sottolineano la maggiore efficacia nel favorire lo sviluppo di competenze visuo-spaziali del gioco basato sull'interazione guidata rispetto al gioco nel quale il bambino viene lasciato libero di costruire da solo.

Fonte: Temple University (2011, November 2). Interactive play with blocks found to facilitate development of spatial vocabulary.