Allattare al seno o con latte artificiale ma non ad orari prestabiliti. L’allattamento “on demand” sembra infatti correlato ad un migliore rendimento scolastico.

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Un nuovo studio suggerisce che i bambini allattati al seno o con il latte artificiale rispettando degli orari specifici hanno prestazioni scolastiche e quoziente intellettivo meno brillanti rispetto ai bambini allattati “on demand”, cioè nel rispetto delle loro esigenze.

La scoperta si basa sulla correlazione tra i dati relativi al tipo di allattamento e i punteggi ottenuti dai bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni in test scolastici (SATs ) e di misurazione del QI, quoziente intellettivo.

In base ai dati sembra che i bambini allattati in conseguenza ad una loro richiesta, e non rispettando un orario fisso mostrino un punteggio di 4 o 5 punti superiore rispetto agli altri, indipendentemente dal fatto di essere allattati al seno o per mezzo di biberon.

Tale differenza di QI potrebbe essere esemplificata immaginando una classe composta da 30 bambini. Il bambino con un livello di prestazioni cognitive medie si troverebbe al 15° posto e, con 4 o 5 punti in più di quoziente intellettivo, potrebbe salire fino all’ 11° posto.

Come potete aiutare vostro figlio a perdere peso? Mettetevi a dieta

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Un recente studio, pubblicato nella rivista online Obesity, indica che la perdita di peso corporeo di un genitore rappresenta uno dei pochi fattori chiave per il successo nel tentativo di trattare i problemi di obesità infantile nei bambini.

Sono state esaminate variabili inerenti le competenze genitoriali, lo stile genitoriale, il contesto domestico e la disponibilità di alimenti in casa, ma alla fine è emerso che il modo migliore per poter aiutare un bambino in sovrappeso consiste nel dare il buon esempio mettendosi a dieta.

I dati indicano che circa il 31% dei bambini Americani è in sovrappeso o rientra nella categoria degli obesi. Attualmente i trattamenti per l’obesità infantile in America consistono in programmi che coinvolgono il bambino, insieme ad entrambi i genitori, in sessioni di ri-educazione alimentare e di ri-educazione fisica con tecniche di terapia comportamentale.

I genitori sono le persone più influenti nella vita di un bambino, hanno un ruolo di guida e di supporto, ed è per questo che è così importante che in qualsiasi programma di dimagrimento per i bambini siano coinvolti anche gli adulti.

L'aumento di Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) potrebbe essere in parte dovuto alla esposizione fetale a radiazioni provenienti dal telefono cellulare.

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L’esposizione alle radiazioni emesse dai telefoni cellulari (inquinamento elettro magnetico) durante la gravidanza influenza lo sviluppo cerebrale del feto e potrebbe condurre alla iperattività.

Questo è quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Yale School of Medicine.

Tale ricerca, anche se condotta su topi e non su soggetti umani, rappresenta la prima evidenza sperimentale del fatto che l'esposizione di un feto alle radiazioni prodotte dai telefoni cellulari ha, di fatto, delle conseguenze sul comportamento manifestato successivamente nell’età adulta.

Alcune femmine di topo gravide sono state esposte alle radiazioni di comuni cellulari posizionati nelle vicinanze delle gabbia in modalità silenziosa ma attivi per tutta la durata dell’esperimento. Altri topi, che hanno funto da gruppo di controllo, sono stati esposti alle stesse condizioni ma in presenza di telefoni disattivati.

Scarsa attività sessuale, maggiore il consumo di sostanze alcoliche.

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Quando i maschi si trovano nell’impossibilità di soddisfare i loro istinti sessuali tendono ad assumere una quantità maggiore di alcolici.

Un gruppo di scienziati dell’UCSF (Università della California, San Francisco) è arrivato a questa conclusione analizzando i comportamenti non di soggetti umani ma di cavie animali, i moscerini della frutta.

Nella Drosophila (o moscerino della frutta) l’alterazione dei livelli di una piccola molecola, il neuropeptide F, sembra essere responsabile di questo comportamento.

Una molecola simile negli uomini, il neuropeptide Y, potrebbe essere collegata ai meccanismi di gratificazione sociale nonché ai comportamenti di dipendenza da sostanze alcoliche e da droghe.

I dati di questo studio potrebbero migliorare la comprensione relativa ai meccanismi cerebrali che rendono gratificante l’interazione sociale negli animali e negli uomini.

I bambini fino a sei anni apprendono fidandosi ciecamente degli adulti, già all’età di dieci anni danno maggiore peso alla loro esperienza diretta.

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Fino a sei anni il modo migliore per educare i bambini consiste nel dire loro cosa fare e come farlo, ma già all’età di dieci anni iniziano a dare maggiore peso all’esperienza diretta. A questa età è dunque necessario che l’educazione teorica sia coerente con l’esempio dato da genitori e insegnati attraverso fatti concreti.

I bambini sono naturalmente affamati di informazioni, sono ansiosamente alla ricerca di regole utili a definire il funzionamento del loro mondo, fisico e sociale.

Sembra che fino a sei anni il metodo che influenza di più la formazione degli atteggiamenti e delle convinzioni nella mente di un bambino sia l’istruzione diretta, mentre già a dieci anni prevale la valutazione delle informazioni acquisite sulla base delle proprie esperienze personali.

Per l’esperimento sono stati “reclutati” 300 bambini appartenenti alla prima, alla terza e alla quinta elementare di una scuola etnicamente mista di Toronto.

Rispetto al rischio di dipendenza da fumo e da alcol la pre-adolescenza rappresenta il momento decisivo della scelta.

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Quando si parla di prevenzione rispetto al consumo di tabacco e alcol forse la strategia migliore consiste nello stimolare i ragazzi a riflettere bene sul senso delle loro scelte. Non tanto demonizzando determinati comportamenti ma invitando i ragazzi a riflettere a lungo sul motivo per il quale è meglio dire no.

Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Studies on Alcohol and Drugs ha evidenziato che i bambini di età compresa tra i 9 e i 12 anni hanno un atteggiamento decisamente ambivalente nei confronti delle sigarette e degli alcolici.

Sembra infatti che i pre-adolescenti abbiano sia idee positive che negative nei confronti di queste pericolose sostanze, e che si trovino ancora nella fase della scelta. Devono ancora decidere se per loro bere alcolici e fumare sigarette è veramente una cosa negativa o se al contrario potrebbe essere un’abitudine tutto sommato accettabile.

Stress e preoccupazioni fanno invecchiare più velocemente le nostre cellule.

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La capacità di anticipare gli eventi futuri ci consente di pianificare ed esercitare il controllo sulle nostre vite, ma può anche contribuire ad aumentare il rischio di malattie collegate allo stress. Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’ Università della California, San Francisco (UCSF) maggiore è la tendenza di un individuo a preoccuparsi per eventuali difficoltà future, maggiore è la velocità con la quale invecchiano le cellule del suo corpo.

In questo studio, condotto su 50 donne di cui circa la metà impegnate quotidianamente nella cura di un familiare affetto da demenza, si è visto che chi aveva  una maggiore tendenza ad anticipare mentalmente le difficoltà relative a due compiti che gli sperimentatori avevano assegnato loro (parlare in pubblico e risolvere un problema di matematica) aveva anche un tasso di invecchiamento cellulare più elevato.

Educare i bambini attraverso le punizioni corporali è dannoso per lo sviluppo del carattere.

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In base ad una analisi delle ricerche condotte negli ultimi venti anni è evidente che ogni forma di punizione corporale, usata a scopo educativo, rappresenta un potenziale rischio per lo sviluppo a lungo termine dei minori.

È infatti dimostrato che tale stile educativo è strettamente correlato con una  maggiore aggressività agita  sia nei confronti dei genitori che dei fratelli e dei coetanei.

E successivamente, nella vita adulta, anche nei confronti del coniuge e di eventuali figli nonché della società nel suo complesso attraverso la messa in atto di comportamenti antisociali.

Praticamente senza eccezioni, questi studi hanno evidenziato che la punizione fisica è stata associata ad alti livelli di aggressività nei confronti di genitori, fratelli, colleghi e coniugi.

Smettere di bere e di fumare in un colpo solo.

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Un farmaco comunemente usato dai fumatori per combatte il tabagismo sembra avere anche degli utili effetti collaterali non previsti: inibisce la tendenza ad assumere alcolici.

Un nuovo studio condotto dall'università di Chicago ha evidenziato che la vareniclina, venduta con il nome di Chantix, ha la capacità di aumentare gli effetti indesiderati correlati con l'assunzione di alcool e dunque potrebbe essere utilizzato come trattamento "dissuasivo" nei casi di alcolismo o di abuso da sostanze alcoliche.

Ad un gruppo di forti bevitori è stato somministrato il farmaco tre ore prima di una sessione alcolica e si è notato nei soggetti un aumento della disforia (termine utilizzato in psichiatria per indicare un'alterazione dell'umore in senso depressivo, accompagnato da agitazione ed irritabilità), ed una conseguente minore propensione al bere.

Questa interferenza con la percezione soggettiva degli effetti piacevoli causati dalle bevande alcoliche potrebbe ridurre la tendenza a bere in soggetti predisposti all'abuso.

Un genitore è un buon genitore quando è "credibile"

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Un genitore troppo autoritario, il cui modello educativo potrebbe essere riassunto dall'espressione "o fai come dico io, oppure quella è la porta",  corre il rischio di trasformare i suoi figli in "piccoli ribelli" i quali, non ritenendo legittima l'autorità di chi li guida, tenderanno ad una rivolta sempre più energica fino a sfociare, nei casi più gravi, in comportamenti antisociali e delinquenziali.

Secondo una nuova ricerca condotta presso l'Università del New Hampshire la chiave di una buona educazione consiste nell'ottenere credibilità e legittimità. Quando i bambini considerano i loro genitori come figure autorevoli e legittime, si fideranno delle scelte che essi prenderanno per loro e si sentiranno in dovere di rispettare le regole.

È dunque fondamentale per un genitore essere considerato una figura legittima, in quanto un controllo bastato esclusivamente su ricompense e punizioni può essere poco utile quando il "controllore" non è presente fisicamente.

L'uso del cellulare può ridurre il desiderio di interagire con gli altri.

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Anche se il telefono cellulare è considerato come un dispositivo predisposto per favorire il contatto tra le persone potrebbe tuttavia avere effetti negativi riducendo lo stimolo e la necessità di interagire “faccia a faccia” con chi abbiamo di fronte.

Sono stati condotti una serie di esperimenti per verificare questa ipotesi, e le conclusioni sono state pubblicate nel documento "The Effect of Mobile Phone Use on Prosocial Behavior" (Gli effetti del cellulare sul comportamento pro-sociale). Per comportamento pro-sociale, così come definito nello studio, si deve intendere la tendenza di un individuo ad agire a favore di un'altra persona o a favore della società nel suo complesso.

I ricercatori hanno scoperto che, dopo un breve periodo di utilizzo del cellulare i soggetti erano meno inclini, se paragonati al gruppo di controllo, ad impegnarsi in attività di volontariato a favore della comunità.
Inoltre i soggetti erano anche meno capaci di concentrarsi nella risoluzione di problemi di logica pur sapendo che le eventuali risposte corrette si sarebbero tradotte in un guadagno effettivo di denaro da devolvere in beneficenza.

A caccia di ricordi

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Gli uomini ricordano le informazioni apprese in precedenza utilizzando la stessa strategia usata dalle api per cercare il polline o dagli uccelli per cercare le bacche tra i cespugli.

I ricercatori dell'Università di Warwick e dell'Università dell'Indiana hanno individuato un parallelismo tra la modalità con la quale gli esseri umani vanno alla ricerca dei loro ricordi e la modalità con la quale gli animali cercano il cibo in natura, suggerendo che chi utilizza una strategia di recupero più efficace ottiene anche i risultati migliori dal punto di vista della capacità di memorizzazione.

Gli scienziati hanno sottoposto 141 studenti (46 uomini e 95 donne) ad un compito nel quale si chiedeva loro di ricordare il maggior numero di nomi di animali possibile in soli tre minuti, e hanno poi confrontato i risultati con un modello classico di "foraggiamento ottimale" nel mondo reale, il teorema del valore marginale, che ha lo scopo di predire quanto tempo gli animali rimarranno in un determinato territorio a caccia di risorse prima di saltare ad un altro territorio.

Meglio la destra o la sinistra?

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Ci piace immaginarci come creature razionali: immagazziniamo informazioni, le valutiamo attentamente e alla fine scegliamo in modo estremamente ponderato la cosa migliore.

Ma a quanto pare ci stiamo prendendo in giro, nel corso degli ultimi decenni infatti gli scienziati hanno dimostrato più volte che ci sono fattori interni ed esterni capaci di influenzare il nostro modo di pensare, di sentire e di decidere.

Uno di questi fattori, stando ai risultati di una nuova ricerca pubblicata nel numero di dicembre della rivista Current Directions in Psychological Science, è rappresentato dal nostro stesso corpo. Alcuni ricercatori hanno infatti dimostrato che le caratteristiche e le specificità del nostro corpo sono in grado di influenzare, in modo prevedibile, diversi aspetti del nostro comportamento.

Un modo attraverso il quale il nostro corpo potrebbe influenzare il processo decisionale è rappresentato dalla preferenza ad utilizzare la mano destra o la mano sinistra, dall'essere cioè destrimani o mancini.