Stress e preoccupazioni fanno invecchiare più velocemente le nostre cellule.

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La capacità di anticipare gli eventi futuri ci consente di pianificare ed esercitare il controllo sulle nostre vite, ma può anche contribuire ad aumentare il rischio di malattie collegate allo stress. Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’ Università della California, San Francisco (UCSF) maggiore è la tendenza di un individuo a preoccuparsi per eventuali difficoltà future, maggiore è la velocità con la quale invecchiano le cellule del suo corpo.

In questo studio, condotto su 50 donne di cui circa la metà impegnate quotidianamente nella cura di un familiare affetto da demenza, si è visto che chi aveva  una maggiore tendenza ad anticipare mentalmente le difficoltà relative a due compiti che gli sperimentatori avevano assegnato loro (parlare in pubblico e risolvere un problema di matematica) aveva anche un tasso di invecchiamento cellulare più elevato.
Maggiore era la tendenza a preoccuparsi per le difficoltà relative ai test sperimentali, maggiore era la velocità di invecchiamento cellulare.
I ricercatori hanno valutato l'età cellulare attraverso la misurazione dei telomeri, cioè della regione terminale dei cromosomi.
Il continuo accorciarsi dei telomeri è infatti associato con la senescenza delle cellule, questo perché i telomeri agirebbero come una sorta di orologio biologico, legato cioè ad un numero massimo di mitosi (e di replicazioni del DNA), al termine del quale la cellula sarebbe troppo vecchia per essere mantenuta in vita.

Quindi ai telomeri corti è associabile una serie di patologie tipiche dell’invecchiamento tra le quali il cancro, le malattie cardiache e l’ictus.
Questa ricerca rappresenta un passo in avanti nella comprensione di come gli schemi e gli atteggiamenti psicologici e la conseguente modalità di risposta da parte di un individuo ad eventi stressanti influiscano in modo diretto sulla neuro biologia e sulla salute cellulare dell’organismo.

I ricercatori hanno anche dimostrato che i caregivers (i soggetti che nella vita quotidiana sono impegnati nel fornire cure ad altri membri della famiglia) hanno una tendenza più accentuata ad anticipare gli eventi rispetto a chi al contrario non hanno l’onere della cura.

Sulla base di ciò appare chiaro che maggiore è la percezione delle minacce insite nella gestione della routine quotidiana, maggiore è l’invecchiamento cellulare e la conseguente esposizione a patologie legate allo stress cronico.

Inoltre i livelli di stress ai quali siamo esposti modificano la nostra capacità di reazione in risposta a problemi apparentemente più lievi. Basti pensare al livello di vigilanza che è richiesto a chi si prende cura di un familiare affetto da Alzheimer per intuire come questo stato di perenne pre-allerta si inneschi anche in situazioni di minore importanza come ad esempio la richiesta di parlare in pubblico o di risolvere un problema di matematica.

Riassumendo: maggiore è lo stress che dobbiamo gestire, maggiore è la presunzione di doversi trovare in futuro a risolvere problemi che sarebbe meglio prevedere. Quindi maggiore sarà la tendenza a preoccuparsi del futuro, tendenza che ci favorisce nel non fare troppi errori ma che ha lo svantaggio di accelerare il processo di invecchiamento cellulare e il rischio di patologie.

Fonte: University of California, San Francisco (UCSF) (2012, February 21). Anticipation of stressful situations accelerates cellular aging.