Terapia Familiare (5)

Concetti di base.

La psicologia

La psicologia è la disciplina che studia il comportamento degli individui e i loro processi mentali.Tale studio riguarda le dinamiche interne dell'individuo, i rapporti che intercorrono tra quest'ultimo e l'ambiente, il comportamento umano ed i processi mentali che intercorrono tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte.

Attualmente la psicologia è una disciplina composita, i cui metodi di ricerca vanno da quelli strettamente sperimentali (di laboratorio o sul campo) a quelli più etnograficamente orientati (ad esempio: alcuni approcci della psicologia culturale); da una dimensione strettamente individuale (ad esempio: studi di psicofisica, psicoterapia individuale, etc.), a metodi con una maggiore attenzione all'aspetto sociale e di gruppo (ad esempio: lo studio delle dinamiche psicologiche nelle organizzazioni, la psicologia del lavoro che impiega i cosiddetti "gruppi focali", etc.). Queste diversità di approcci ha prodotto un'articolazione di sottodiscipline psicologiche, con differenti matrici epistemologico-culturali di riferimento.

La psicologia si differenzia dalla psichiatria, in quanto quest'ultima è una disciplina medica, focalizzata specificatamente sull'intervento sanitario in merito ai disturbi psicopatologici: lo psichiatra, a differenza dello psicologo, è un laureato in medicina.

Le prime ricerche

LA CULTURA PSICOLOGICA E PSICHIATRICA DOPO LA GUERRA

Dopo la seconda guerra mondiale il mondo si divide in due, in America una sola ideologia diventa possibile: l’anticomunismo. a scienza, intesa come tecnologia, e quindi come fonte per la produzione e diffusione di beni di consumo viene vista come salvifica dall'americano medio. Le donne, entrate massicciamente nei luoghi di lavoro con la guerra, ne sono espulse immediatamente dopo. La famiglia americana comincia a delinearsi come chiusa, intima, fondata su uno stretto rapporto tra genitori e figli e su una rigida divisione del lavoro tra padre lavoratore e madre dedita al focolare. Il clima psichiatrico americano è reso ancora più vivace e ottimista dall'incremento della psichiatria di comunità e dall'introduzione dei primi neurolettici, scompaiono in questo periodo i “reparti agitati” e quasi la totalità di pazienti diventa permeabile alle terapie.

Nota: Anche in Gran Bretagna si ha un poderoso sviluppo delle comunità terapeutiche e dei centri territoriali. Nel contesto anglosassone è fondamentale, per i successivi sviluppi della terapia familiare, il lavoro dell’antropologo George Brown il quale incuriosito dal costante fallimento dei progetti di re-inserimento in famiglia di pazienti che comunque potevano avvalersi di un adeguato sostegno sociale arriverà a teorizzare il concetto di “emotività espressa”.

Dove nasce la terapia familiare?

Origini della terapia familiare
Negli anni quaranta la psicologia e la psichiatria americana hanno già sviluppato un orientamento specifico, possono essere definite scienze pragmatiche, con finalità pratiche più che accademiche. L’obbiettivo è risolvere il disagio in modo socialmente accettabile. Normalità e patologia non sono entità distinte, ma si situano su un continuum quantitativo. La patologia non è immodificabile, ogni individuo ha dentro di se le potenzialità per la guarigione, potenzialità che vanno semplicemente liberate attraverso un’azione pedagogica. In sintesi, se le persone sono per definizione sane, le difficoltà nascono quando devono affrontare problemi esterni a loro; quindi una formazione adeguata è lo strumento d’elezione per combattere la patologia.  

Che cosa è la terapia familiare?

Rappresentazione grafica del concetto di circolarità
Il primo passo per spiegare cosa è la terapia familiare sarebbe quello di darne una definizione, passo tutt’altro che semplice a causa della sua evoluzione storica. A differenza della psicoanalisi infatti, la terapia familiare si sviluppa come movimento policentrico con molti punti di origine, talvolta interconnessi ma spesso indipendenti. Seguendo le idee di De Shazer si potrebbe comunque affermare che:

Terapia della famiglia è l’insieme di tutti i modelli di intervento che in qualche modo si pongono come obbiettivo, sia pure seguendo teorie, prassi e tecniche diverse, la cura (nel duplice senso di “curare” e di “prendersi cura”) di famiglie piuttosto che di individui, lavorando sulle loro interazioni emotive e cognitive.