Un atteggiamento pedagogico, fatto di istruzioni troppo dirette e specifiche, potrebbe inibire il comportamento di esplorazione spontanea tipico dei bambini.

Atteggiamento-pedagogico
Ipotizziamo che qualcuno ci mostri un nuovo oggetto tecnologico, dicendoci: “ecco come funziona”, mentre ci descrive una singola funzione di tale oggetto, come ad esempio ciò che accade quando viene premuto un bottone.

Che cosa accadrà quando avremo quell'oggetto nelle nostre mani?

Probabilmente andremmo a verificare tale funzionalità premendo quel bottone.

Ma, se l'oggetto sconosciuto avesse altre funzioni, avremmo voglia di andarle a scoprire?

Andremmo alla ricerca di funzionalità nascoste, soprattutto se chi ci ha mostrato l'oggetto non ha fatto alcuna menzione ad esse?

Sembra che ci sia un errore nella consuetudine dell’atteggiamento pedagogico di esplicitare le “istruzioni per l’uso”. Sembra infatti che le spiegazioni esplicite date ai bambini impediscano in qualche modo il comportamento di esplorazione.

Bambini di soli 11 mesi “allenati” per migliorare la concentrazione mostrano benefici evidenti.

L'attenzione dei bambini
Anche se molti genitori potrebbero trovare difficoltà nel crederlo, anche i bambini molto piccoli, di neanche un anno, possono essere allenati per migliorare le loro capacità di concentrazione.

Inoltre, bambini allenati in questo modo mostrano un miglioramento evidente nell'esecuzione di compiti che richiedono attenzione.

La notizia, riportata in Internet nell’uscita di Settembre della rivista Current Biology, appare in contrasto con i risultati di ricerche condotte su adulti che evidenziano come l’allenamento in uno specifico compito generalmente non si traduce nel miglioramento delle performance in compiti sostanzialmente diversi.

Inoltre questa ricerca potrebbe avere importanti implicazioni per il miglioramento delle competenze scolastiche in bambini con difficoltà di apprendimento, e quindi a rischio dal punto di vista educativo.

Nuova tecnica per migliorare la precisione dell'impianto di elettrodi usati per la stimolazione profonda nel cervello di soggetti affetti dal Morbo di Parkkinson.

Stimolazione elettrica Parkinson
La stimolazione cerebrale attraverso elettrodi riesce ad interrompere uno dei sintomi più fastidiosi del morbo di Parkinson, il tremore.

Ma il posizionamento degli elettrodi nel cervello deve essere fatto in modo estremamente preciso per evitare effetti collaterali non desiderabili, per fare ciò è stato recentemente sviluppato un metodo di localizzazione dell'area motoria dei nuclei subtalamici attraverso una procedura non invasiva.

I ricercatori hanno trovato un sistema ingegnoso per localizzare questa “area magica” attraverso l'uso della risonanza magnetica. La stimolazione profonda attraverso elettrodi è in uso sin dal 1980 su pazienti affetti dal morbo di Parkinson in forma grave.

I sintomi di questa patologia non curabile includono tremori alle braccia e alle gambe.

Quanto il contesto influenza le cattive abitudini alimentari?

popcorn al cinema
Quanto spesso vi capita di mangiare popcorn al cinema?
Oppure di sgranocchiare di tutto mentre siete distesi sul divano davanti alla televisione?

In un nuovo articolo viene evidenziato come, in seguito ai risultati di un esperimento, le cattive abitudini alimentari legate ad un contesto specifico permangono anche se il cibo consumato non è affatto gustoso.

Lo studio inoltre rivela una tecnica, sorprendentemente semplice, con la quale possiamo controllare l'influenza che il contesto ha sui nostri vizi alimentari.

In un esperimento ingegnoso, alcuni ricercatori hanno dato del popcorn a soggetti in procinto di entrare nella sala di un cinema. Gli sperimentatori hanno distribuito sia popcorn fresco, appena fatto, sia popcorn della settimana precedente, quindi per niente gustoso.

10 regole per essere buoni genitori. Saper gestire l'ansia al secondo posto!

Allevare un bambino
In sintesi:

Decenni di ricerche sulla genitorialità hanno evidenziato 10 competenze essenziali.
Un nuovo studio su 2000 soggetti ha determinato quali di queste competenze sono più importanti per la salute, la felicità e il successo dei bambini.

Dare amore e affetto è sicuramente in cima alla lista. 
Seguono, a sorpresa: la capacità di gestire lo stress e la possibilità di avere una buona relazione con l'altro partner. Questi due fattori precedono altre competenze che spesso vengono considerate di maggiore rilievo.

In base ai risultati sembra che ogni tipo di persona abbia le capacità necessarie per essere un buon genitore, e soprattutto che le capacità genitoriali possono essere apprese.

Olio di pesce e Omega 3 per combattere la depressione e l’abuso di alcol.

Omega 3 depressione e alcolismo
Gli acidi grassi Omega 3 potrebbero avere effetti positivi non solo per i problemi di cuore.

I ricercatori dell’Indiana University School of Medicine hanno trovato, a livello molecolare, un potenziale beneficio terapeutico degli integratori alimentari contenenti acidi grassi per il trattamento di disturbi psichiatrici e per i comportamenti legati all'abuso di alcol.

Secondo i ricercatori, in base ad uno studio che è durato diversi anni, gli Omega 3 hanno mostrato efficacia nell'alleviare i disturbi comportamentali legati al modello bipolare.

Chi vive in città ha un rischio maggiore del 21% di sviluppare forme di ansia, e del 39% di sviluppare un disturbo dell'umore.

Vita in città stress e ansia
Essere nati e vivere in una grande area urbana aumenta il rischio di sviluppare sintomi legati a disordini dell'umore o all’ansia. Fino ad ora questa affermazione, che il buon senso ci fa considerare istintivamente vera, non era stata descritta dal punto di vista biologico.

Un nuovo studio internazionale che ha coinvolto il Douglas Mental Health University Institute ha dimostrato per la prima volta che sono due le aree del cervello coinvolte nello sviluppo di disordini emotivi e di stati ansiosi come conseguenza della vita in un grande centro urbano.

Prima dei 22 anni si è ancora immaturi e troppo impulsivi!

Adolescenti immaturi
Sebbene la maggior parte degli adolescenti, dei teenagers, abbia le conoscenze e le capacità di ragionamento necessarie per prendere decisioni razionali ed efficaci, in modo simile a quanto spesso fanno gli adulti, la loro tendenza a compiere scelte impulsive, maggiormente rischiose, li espone ad una probabilità più alta di commettere errori.

Perché accade ciò? Che cosa impedisce agli adolescenti di mettere in atto le stesse strategie di pensiero degli adulti?

Shock ed emozioni negative favoriscono l’apprendimento e la memorizzazione.

Paura e memoria
I ricercatori della Università di Washington hanno scoperto che vedere immagini scioccanti, ed emotivamente turbanti, subito dopo aver appreso delle informazioni, ci rende maggiormente capaci di recuperare dalla memoria il materiale appreso.

Questa ricerca è la prima a dimostrare che le emozioni negative, i sentimenti negativi, suscitati successivamente al richiamo di materiale precedentemente appreso, favoriscono la sedimentazione di tali informazioni nella memoria a lungo termine.

La scoperta è contro intuitiva. Il pensiero comune infatti ipotizza che vedere immagini negative, o scene che ci disturbano, scateni una sorta di meccanismo di rimozione che tende a facilitare l’oblio delle informazioni legate a tale shock.

Sesso e infedeltà nel mondo virtuale.

Incontri online
Il modo con il quale iniziamo e sviluppiamo, una relazione sentimentale con altre persone è cambiato drammaticamente nel corso degli ultimi venti anni, soprattutto a causa della sempre maggiore diffusione di strumenti come il computer, le videocamere e i telefoni cellulari.

Questi strumenti hanno avuto un impatto significativo sulla nostra vita sociale, e quindi anche sul comportamento relazionale legato alla sfera sessuale. Ai giorni nostri, Internet è il posto dove molte persone vanno per trovare partner sessuali.

Un nuovo fenomeno che si sta sviluppando in rete è quello che viene definito “Sexting”, cioè adulti consenzienti che si scambiano fotografie sessuali o testi con riferimenti spinti nel campo della sfera sessuale allo scopo di intraprendere relazioni emotivamente sempre più coinvolgenti.

La risonanza magnetica funzionale (fMRI) usata per predire il successo o l'insuccesso di canzoni pubblicate su MySpace.

Logo di MySpace
I dati provenienti dall'analisi dell'attività cellulare dei teenager mentre ascoltano canzoni potrebbero essere usati per prevenire la popolarità di queste opere.

Un nuovo studio suggerisce che l'attività cerebrale dei giovani, registrata mentre sono impegnati nell'ascoltare nuove canzoni, potrebbe aiutare a prevedere la popolarità futura delle canzoni in esame.

"Noi abbiamo dimostrato che è possibile usare gli strumenti diagnostici della tomografia assiale computerizzata per predire la popolarità culturale di un determinato testo musicale" ha detto Gregory Berns, direttore del Emory's Center for Neuropolicy.

Il Journal of Consumer Psychology ha pubblicato i risultati di tale studio.

L’esclusione sociale come arma nella competizione tra donne.

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Molti studi hanno confermato il luogo comune secondo il quale i maschi tendono ad essere più aggressivi sia fisicamente che verbalmente rispetto alle femmine.

Secondo un nuovo studio, che verrà pubblicato sulla rivista Psychological Science, ciò non è la conseguenza di una minore competitività tra le femmine, ma dell’uso di differenti strategie di “lotta”.

In particolare le donne possono contare su forme meno dirette, ma non per questo meno efficaci, di aggressività come ad esempio l’esclusione sociale.

Per studiare le reazioni di uomini e donne di fronte ad una minaccia sociale gli sperimentatori  dell’Emmanuel College e dell’università di Harvard hanno chiesto a numerosi volontari di “giocare” contro due sfidanti in un contesto dove accumulare punti avrebbe significato guadagnare soldi.

Sostenere lo sguardo: per qualcuno è un riflesso automatico.

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Immaginate di essere in un bar e di scontrarvi per errore con qualcuno rovesciandogli la birra a terra. Lui si gira ed inizia a guardarvi in modo aggressivo, cosa fate? Vi scusate affrettandovi ad offrire una nuova bevanda o reagite con aggressività “sostenendo lo sguardo”?

Una nuova ricerca pubblicata nella rivista Psychological Science afferma che il comportamento aggressivo che consiste nel cercare lo “scontro di sguardi” al fine di rivendicare la propria dominanza è un riflesso automatico.

I nostri “parenti” primati certamente ottengono la posizione dominante nel gruppo anche attraverso lo scontro fisico, ma questo avviene solo raramente, molto più spesso lo sfida non raggiuge i livelli di vera e propria aggressione ma si ferma alla sole minacce espresse attraverso la postura e le espressioni del volto.

Gli uomini funzionano in modo molto simile.